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Recensioni Leaders Dark Lunacy - The Day Of Victory
 

Dark Lunacy - The Day Of Victory Dark Lunacy - The Day Of Victory

Dark Lunacy - The Day Of Victory

info

Titolo
The Day Of Victory
Etichetta
Anno
Nazionalità
Formazione
Jacopo Rossi - Bass
Mike Lunacy - Vocals
Alessandro Vagnoni - Drums, Vocals (backing), Keyboards
Daniele Galassi - Guitars (rhythm), Guitars (lead), Guitars (acoustic)
Tracklist
1. Dawn Of Victory
2. Red Blocks
3. Sacred War
4. From The Don To The Sea
5. The Decemberists
6. Anthem Of Red Ghosts
7. The Mystic Rail
8. Ages Of Decay
9. Victory
10. Silent Riot
Voto
vedi dettaglio recensioni
Scritta da
Dr. Tomgworrior, Edoardo Giardina, For all Anguish

darklunacyStereogeddon - Giudizio Finale (Vol. 58).

Alfieri delle sonorità melo-death e gotiche, nonché fautori di un approccio lirico assolutamente peculiare ed originale - che guarda alla storia della Russia - i parmensi Dark Lunacy tornano a 4 anni di distanza con il successore di "Weaver Of Forgotten". Stereo Invaders webzine ne è rimasta entusiasta, ecco le nostre recensioni.



I Parmigiani Dark Lunacy tornano con un disco epicissimo, violento e a tratti di una liricità esasperata. Alla base c'è il consueto death melodicheggiante su cui si incastonano gli archi e i cori che talvolta sono i discreti condimenti speziosi a una coltre di spessa ciccia manza, altri invece diventano vorticanti malestrom sinfonici alla Tchaikovsky e Musorgskij in grado di catturare il cuore molto più di tutto il wattame chitarresco. Oltre l'elemento guerriero e minaccioso di tracce stordenti come "Sacred War" o "Victory", a metà tra la bufera doom e il cadenzato massiccio in stile Bolt Thrower, c'è la malinconia e il decadimento gotico vecchia maniera, come nell'emblematica "The Mystical Rail", dove una voce femminile riporta alle atmosfere di "Insanity's Crescendo" di "The Mind's I" dei Dark Tranquillity, e rappresenta uno dei momenti più toccanti e riusciti dell'intero disco. Nell'insieme l'album suscita un'impressione di irrequietezza, irruenza disomogenea che sprofonda spesso in un cuneo di decadente resa, poetica e depressiva. A un primo ascolto non sprigiona del tutto la propria forza evocativa e pur rappresentandone la basilare influenza perde un po' al confronto con il turbine irresistibile di "Labyrinth" degli epigoni Fleshgod Apocalypse, uscito lo scorso anno. Tolto questo discutibile e poco elegante paragone competitivo, bisogna però ammettere che i Dark Lunacy dimostrano ancora una felicità creativa e una personalità che nel nostro paese, in campo metal ma non solo, sono pochi a poter vantare.
(Dr. Tomgworrior)
Voto: 7,5


Ho sempre considerato i Dark Lunacy, una delle realtà italiane più personali ed interessanti - quando non addirittura originali - e la primissima impressione di questo loro nuovo “The Day Of Victory” non è stata delle migliori. Saltando “Dawn Of Victory” (che è una semplice introduzione) e passando a “Red Blocks”, appare immediatamente chiaro che il gruppo di Parma abbia voluto enfatizzare maggiormente l’aspetto più melo-death del suo sound. Non che questo sia di per sé un male, ma in loro si è sempre potuto trovare molto di più di un banale death metal melodico; di conseguenza quest’apparente semplificazione delle loro sonorità mi aveva inizialmente deluso. Per fortuna, ascoltando più attentamente l’album e man mano che ci si addentra nella track-list, le loro particolarità si palesano e ritornano a farsi sentire, a partire dal concept, nuovamente basato sulla storia russa moderna come accadeva nelle loro uscite passate, e dalla complementare marzialità, per così dire, del loro sound. Gli elementi sinfonici, sebbene ancora presenti, sono stati ridimensionati rispetto agli inizi - cosa che comunque non rappresenta una novità per le loro uscite più recenti - e con parsimonia è stato aggiunto qualche momento più catchy e orecchiabile. Ciò riesce a rendere il tutto più avvincente ed epico, complici anche un ottimo lavoro alle voci e una buona orchestrazione dei cori e delle loro potenzialità, pienamente sfruttate. “The Day of Victory” riesce quindi a rappresentare sia un passo in avanti che un passo indietro nel loro percorso musicale: l’esperienza di “Weaver of Forgotten”, per certi versi più vicina alla poetica dei Sadist e con Andy Marchini a farne da testimone al basso, sembra essere stata dimenticata e la via dei mid-tempo abbandonata. Il sound, nel frattempo, viene anzi semplificato, con degli evidenti vantaggi in certi ambiti per quello che risulta essere un buonissimo ritorno sulle scene - tuttavia non all’altezza di “The Diarist”, apice della loro carriera - di uno dei più distinti gruppi italiani attivi al momento.
(Edoardo Giardina)
Voto: 8


Grande ritorno per i maghi del Death Metal sinfonico tricolore. Quando penso ai Dark Lunacy, il primo sinonimo che mi viene in mente è “Professionali”. La band proveniente da Parma, che sin dal 1997 non ha mai sbagliato un colpo, dimostrando grande sapienza e sostanza attraverso i propri album e il proprio operato, taglia il traguardo del quinto album in carriera con “The Day Of Victory”, titolo della loro ultima fatica in studio, uscita a quattro anni di distanza dal precedente “Weaver Of Forgotten” (nel mentre era uscito un live a Mexico City). Le dieci tracce contenute nell’album sono ispirate alla gloriosa epopea Russa e, non a caso, la data scelta da Mike Lunacy e compagni per l’uscita del disco è il 9 Maggio 2014, giorno in cui la Russia festeggerà il 69° anniversario della vittoria contro l’invasore. L’album è stato prodotto dalla Fuel Record, curato dalla Madame Pateaux, registrato e mixato ai Plaster Studios. Tra le partecipazioni, troviamo Paolo Ojetti (Infernal Poetry) chiamato alle backing vocals in alcuni brani e Giuseppe Cardamone (Duality) agli archi. Premetto che ho trovato irresistibile l’utilizzo dei cori originali dell’Armata Rossa, perfettamente inseriti nel contesto sonoro realizzato dai cinque ragazzi di Parma, ma tornando sull’intero lavoro, non si può non rimanere estremamente colpiti dalla forza di questa band. Nei loro brani c’è tutto: delicatezza, furia, melodia, coralità, marzialità, aggressività, sapienza orchestrale e chi più ne ha, più ne metta. La cura per gli arrangiamenti e per la produzione è ad alti livelli e tutte le sfumature e le caratteristiche proprie del sound dei Dark Lunacy sono perfettamente orchestrate, a riprova della loro grande maturità. E’ sempre più raro imbattersi in band formate da Musicisti, quelli con la M maisucola per intenderci, e la band di Parma è certamente tra queste realtà. Credo, penso non a torto, che “The Day Of Victory” sia un passo in avanti importante per i Dark Lunacy nel loro percorso artistico, soprattutto da un punto di vista compositivo ed artistico. La passione che Mike nutre nei confronti della Storia, in particolare nei confronti della Seconda Guerra Mondiale, è cosa nota per i fan della band, ma la missione in cui si è cimentato l’artista assieme ai suoi compagni in questo disco, è davvero lodevole per tutte le sfaccettature e i riferimenti contenuti nell’opera. Mi sento di consigliare “The Day Of Victory” a tutti gli amanti della buona musica ed in particolare a chi apprezza l’unione tra metal estremo e parti classiche, impossibile rimanere delusi.
(For all Anguish)
Voto: 9

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