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EpisThemE EpisThemE

EpisThemE

intervista

Scritto da
Elio F
Data
Mag 01, 2014

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EpisThemE
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episthemeGli EpisThemE hanno da poco presentato il loro interessante album di debutto, così abbiamo colto l’occasione per porgere qualche domanda al bassista Riccardo Liberti e conoscere meglio la band.

- Ciao Riccardo, grazie per quest'intervista. Comincerei parlando subito degli EpisThemE, nati inizialmente come un tuo progetto in studio e poi stabilizzatisi in una band vera e propria. Come nasce l'idea di questo progetto e come si è evoluto nel corso del tempo verso lo stadio attuale?

- Ciao Elio, innanzitutto grazie per l’opportunità che ci concedi! L’idea di questo progetto nasce dalla mia esigenza di comporre e suonare la musica che ho sempre desiderato, cioè metal estremo. Inizialmente avevo in cantiere 4-5 brani composti da me con l’intenzione di registrarli in studio con alcuni musicisti del metal catanese. Dopo aver stretto amicizia con Daniele e Francesco, decidemmo di iniziare a comporre musica insieme, abbandonando quello che avevo precedentemente composto. Dal 2010 sino al 2012 abbiamo composto ed arrangiato i brani che abbiamo pubblicato con “Descending Patterns”, facendoci aiutare da un nostro carissimo amico e grandissimo musicista: Valentino Valenti. La formazione si consolida definitivamente con l’ingresso di Luca Correnti (ex Sinoath e Mystura) ed Enrico Grillo. Direi che la formazione attuale è formata da componenti fondatori, anche se Luca ed Enrico sono gli ultimi arrivati.

- In effetti vi avevamo visto recentemente dal vivo in una delle vostre prime uscite come gruppo di supporto ad un concerto di Pino Scotto e rispetto ad allora avete anche cambiato cantante...

- Sì, come dicevo prima, la formazione stabile per i primi due anni è stata composta da me Daniele e Francesco. Grazie all’aiuto di Valentino abbiamo avuto modo di completare i testi e le linee vocali ed iniziare a fare i primi due live per far girare il nome… Valentino direi che è stato un session e non un membro vero e proprio, contribuendo comunque a consolidare questo progetto.

- Per scegliere il nome da dare al gruppo hai fatto ricorso ad un termine di origine greca: qual è il significato e come si può correlare alla vostra musica?

- La scelta del moniker EpisThemE viene dal greco composto dalla preposizione "epì" cioè «su», più il verbo"histemi", che significa «stare», «porre», «stabilire», quindi, «che si tiene su da sé»: è un termine che indica la conoscenza certa e incontrovertibile delle cause e degli effetti del divenire, ovvero quel sapere che si stabilisce su fondamenta certe, al di sopra di ogni possibilità di dubbio attorno alle ragioni degli accadimenti. Abbiamo scelto questo nome per conoscere tutte le cause dello scibile inerente a ciò che ci circonda e capire cosa ci sta accadendo in quest'era buia. La tipologia di metal che suoniamo ha diverse influenze e modi di interpretare la musica come appunto viviamo la nostra vita ogni qualvolta si presenta un problema cercando di capire quali sono i diversi modi per porvi rimedio. Ecco come la correlo alla nostra musica…

- A tal proposito, in questi giorni state presentando "Descending Patterns", il vostro primo album: quanto c'è in questo lavoro che proviene dalle tue idee originarie, quando hai pensato appunto di creare gli Epistheme?

- Non c’è nulla di tutto quello che avevo scritto, è rimasto solo il nome della band. Le sette tracce che compongono il nostro primo album, sono frutto di tutti noi cinque elementi, per questo tengo a precisare che siamo tutti membri fondatori.

- Come si sono svolte le registrazioni?

- Nella tranquillità e serenità più assoluta. Quando hai un fonico del calibro di Graziano Manuele, tutto riesce più semplice e professionale.

- Quando vi ho visti dal vivo ricordo che lo stile della band mi sembrava orientato verso un death tecnico e dalle tinte progressive: l'ascolto del disco però mi ha sinceramente un po' spiazzato, perchè me lo aspettavo appunto un po' più vicino al melodic death scandinavo e un po' più prog, mentre invece, pur non escludendo che possano esserci tali elementi nel vostro sound, per contro, ci ho trovato influenze metalcore e persino nu metal. Possiamo dire che, magari anche in virtù dei recenti inserimenti in line-up, si è concretizzato un ulteriore cambio di rotta?

- Direi che il cambio di rotta c’è stato per metà. Le linee vocali che abbiamo sempre presentato ai live sono le stesse che abbiamo registrato con qualche cambiamento da parte di Luca Correnti. Devo ammettere che con l’ingresso di quest’ultimo, il cantato è diventato più “Americano” rispetto al timbro di voce che aveva Valentino che definirei più “Europeo”.

- Nell'album il cantante Luca fa continuo ricorso all'alternanza di extreme vocals e cantato in chiaro, seguendo una pratica diffusissima tra gli anni '90 e i primi anni duemila, mentre ora magari si tratta di una scelta meno preferita rispetto al passato. Quali sono le ragioni che vi hanno spinto ad optare per questa soluzione?

- Le uniche ragioni che ci hanno spinto ad optare per l’alternanza tra scream e clean sono dovute al fatto che non ci poniamo limiti e che ci piace avere sia momenti di violenza che momenti di melodia.

- Come pensate di promuovere il disco?

- Per adesso non abbiamo nessun contratto di distribuzione e ci affidiamo solo alle nostre conoscenze e ai vari social network che abbiamo a disposizione. Stiamo spedendo il disco un po’ dappertutto nella speranza di trovare qualcuno che lo possa distribuire e metterlo in catalogo.

- Per tanti anni hai suonato heavy classico con i Noble Savage. Anzitutto, si tratta di un capitolo ormai definitivamente chiuso? E pensi in ogni caso di continuare a suonare heavy classico eventualmente anche con altre band?

- E’ un capitolo definitivamente chiuso. L’heavy metal classico mi piace ascoltarlo ma non suonarlo o comporlo. Chi mi conosce veramente sa che i miei gusti musicali sono dal thrash in su. Oggi mi piace parlare di problemi sociali… le persone non riescono a pagare le bollette, l’affitto, il mangiare… ci sono tante problematiche nella vita che è impossibile non accorgersene… non mi sento più di parlare dell’acciaio, dell’unicorno, della spada… ne ho avuto così tanto di “steel” che mi basta per una vita intera.

- Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

- Continuare a comporre nuova musica (ne abbiamo una dozzina in cantiere) e suonare live, non abbiamo grandi pretese… l’importante è fare buona musica e divertirsi ma sempre con costanza ed impegno e non con superficialità come molti fanno… per me la musica è una cosa da prendere sul serio, non è la classica scampagnata con amici con la chitarra classica… divertirsi sì, ma con serietà.

- Bene, grazie ancora per quest'intervista. Un saluto ed in bocca al lupo per tutto!

- Ti ringrazio nuovamente a nome di tutta la band… per noi band emergenti è molto importante avere uno spazio dove poter dire la propria opinione e pubblicizzarsi. Grazie ancora!

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