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Live Live Report Gamma Ray + Rhapsody Of Fire
 

Gamma Ray + Rhapsody Of Fire Gamma Ray + Rhapsody Of Fire

Gamma Ray + Rhapsody Of Fire

live

Aprile 01, 2014
Trezzo sull'Adda, Milano (Live Club)
Scritto da
MetalBlind

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Gamma Ray + Rhapsody Of Fire
Gamma Ray + Rhapsody Of Fire

gammarayAssistere ad un concerto dei Gamma Ray è semplicemente un grande evento. Kai Hansen è un punto di riferimento, se pensiamo che tutto il power metal deriva dalla sua penna, attiva ormai dagli anni ’80. Il folletto di Amburgo ed i suoi compagni di avventure sono tornati a calcare il suolo italico, in vista della nuova promettente uscita discografica “Empire Of The Undead”, seguito dell’ultimo full-lenght “To The Metal” (2010) e del delizioso EP “Master Of Confusion” (2013). Il disco è energico, potente, orientato ad un tiro forse meno power e maggiormente heavy metal, con la giusta dose di melodia e di equilibrio; un tassello perfetto per essere presentato dal vivo. Nonostante le recenti sventure che hanno colpito la band (mi riferisco all’incendio degli Hammer Studios, gli studi personali di Hansen e Schlächter, che ha mandato in fumo molti anni di investimento e sacrificio economico), i quattro raggi gamma non si sono persi d’animo e sono stati in grado di stupire e deliziare la folla del Live Club di Trezzo sull’Adda con un concerto spettacolare, uno show all’insegna di un heavy metal suonato con pura e semplice energia, accompagnato da due grandi band di assoluto valore nel panorama italiano, i ben noti Rhapsody Of Fire ed il folk-power metal degli Elvenking.

Tempo una mezz’oretta dall’apertura dei cancelli ed entrano in scena gli Elvenking, una ormai solida realtà che è stata in grado di costruirsi una propria direzione musicale, prendendo le mosse da un passato più prettamente "folkish" ed approdando a dei lidi più moderni, senza snaturare totalmente il proprio passato e le proprie radici. E’ più o meno questo che traspare dalla scarsa mezz’oretta messa a disposizione per la band di Pordenone, un tempo ovviamente breve e limitato ma che i cinque ragazzi riescono a gestire al meglio. Nonostante qualche iniziale intoppo tecnico ed un sound subito non particolarmente brillante, gli Elvenking riescono già a scaldare il cospicuo pubblico del Live Club, regalandoci brani melodici ed intensi come “The Divided Heart” o la nuova convincente “Elvenlegions”, un estratto dell’album di imminente uscita “The Pagan Manifesto”. Tecnicamente e scenograficamente gli Elvenking fanno centro, guidati soprattutto dal carismatico singer Damna che non sta fermo un secondo ed offre una valida prestazione vocale, dimostrandosi una band professionale e precisa, nonché perfetta per aprire le danze metalliche di questa memorabile serata.
Setlist:
1. The Loser
2. Runereader
3. Elvenlegions
4. The Divided Heart
5. Moonbeam Stone Circle
6. The Winter Wake


Diciamocelo, è strano vedere i Rhapsody Of Fire nel ruolo di opening act piuttosto che di headliner. La band dalle mille vicissitudini (di cui tutti ormai saprete tutto e più di tutto) ha da pochi mesi pubblicato l’altalenante ma comunque piacevole “Dark Wings Of Steel”, primo lascito dopo lo split dal fondatore Luca Turilli, ma proprio grazie a questo ruolo di opener, la band di Staropoli e Lione decide di puntare su una setlist deliziosamente storica e ricca di numerosi classici, quei brani che negli anni hanno sempre unito i fans ed il popolo del metal italiano. L’iniziale “Rising From Tragic Flames”, tratta dall’ultimo recente album, è solo un ottimo apripista per fare spazio a hits come l’intensa “Lamento Eroico”, l’inno “Holy Thunderforce” ed ovviamente le immancabili “Dawn Of Victory” ed “Emeral Sword”, che anche questa sera non hanno mancato l’obiettivo di far originare un immenso coro da parte dell’affezionato pubblico italiano, il quale riserva sempre un particolare amore per una delle band più importanti della scena metal tricolore. In mezzo a tanta storia, non sfigura nemmeno l’esecuzione di un’eccellente e a suo modo più estrema “Reign Of Terror”, pescata dal fortunato come-back del 2010 “The Frozen Tears Of Angels” ed ormai una tappa fissa nei concerti della band. L’unica nota leggermente amara in questa setlist micidiale e in una prestazione esecutiva eccellente, è stata caratterizzata da alcuni settaggi sonori altalenanti, che hanno portato spesso a sacrificare le tastiere e i samples orchestrali, i quali sembravano essere riprodotti ad un volume piuttosto basso, limitando così l’impatto sonoro alla chitarra di un bravissimo Roberto De Micheli. Tralasciando comunque questi piccoli particolari, che in ogni caso non hanno influenzato il feeling dello show, è da riconoscere come i Rhapsody Of Fire siano stati autori di un concerto emozionante e ben riuscito, confermando così di essere stati la scelta più adeguata per caricare a molla il pubblico del Live Club che, tra un pogo e l’altro, è ora ormai pronto per gustarsi l’arrivo dello storico quartetto di Amburgo.
Setlist:
1. Vis Divina (Intro)
2. Rising From Tragic Flames
3. Land Of Immortals
4. The March Of The Swordmaster
5. Unholy Warcry
6. Dark Wings Of Steel
7. Lamento Eroico
8. Holy Thunderforce
9. Dawn Of Victory
- Encore:
10. Reign Of Terror
11. Emerald Sword


Il Live Club è colmo, i Rhapsody Of Fire hanno concluso da poco il loro set; c’è necessità di attendere i regolari tempi fisici richiesti per un cambio palco, ma il pubblico del Live Club sembra non ne voglia sapere, incitando a gran voce in più occasioni la creatura di Kai Hansen, i Gamma Ray. Scendono le luci e sulle note della storica introduzione “Welcome”, fanno il loro ingresso i quattro musicisti tedeschi. E’ ovviamente la promozione di “Empire Of The Undead” l’obiettivo della serata, e la superba epicità dell’opener “Avalon” così come la terremotante “Hellbent” sono tra le prime candidate a ricoprire tale mansione. L’album ufficialmente è uscito in Italia nello stesso giorno del concerto, quindi è comprensibile che il pubblico italiano ancora non abbia assimilato alla perfezione tutti i brani del nuovo disco, nonostante il mondo di internet abbia senz’altro aiutato. A prescindere da questo, il clima della serata arde di pulsante heavy metal; la band è in gran forma, suona con vigore e divertimento, coinvolge la folla, e durante l’intero show non mostra alcun calo fisico o prestazionale. Persino la voce di Kai Hansen, nonostante i suoi 51 anni, riesce a godere di una prestazione canora ancora violenta, tagliente e precisa. Dalle novità ai classici, passando per l’allegria sfrenata di “Heaven Can Wait” dell’era Scheepers ad una “I Want Out” da lacrime ed in realtà totalmente inaspettata (la setlist del tour era già on-line, ed al posto di “I Want Out” avrebbe dovuto essere eseguita “Razorblade Sigh”); un classico degli Helloween a cui Hansen ed i fans dei Gamma Ray a quanto pare non vogliono mai rinunciare. “Time For Deliverance” è la ballad del nuovo disco, suonata magistralmente, ricca di pathos e con un testo molto significativo, perfetta per spezzare momentaneamente la veemenza dell’heavy metal dei tedeschi. C’è spazio anche per un divertente assolo di batteria ad opera del nuovo e valido drummer Michael Ehrè (Metalium, Firewind, sostituisce lo storico Daniel Zimmermann), e di basso del fedele Dirk Schlächter, pronti poi per ripartire con l’apprezzata “Blood Religion” e nuovi brani tra cui “Pale Rider” (decisamente più convincente dal vivo), la divertente e potentissima “Master Of Confusion” e la violentissima “Empire Of The Undead”, dal pogo assicurato ed introdotta da un bizzarro siparietto di Hansen. Queste ultime due canzoni sono entrambe già presenti nell’EP del 2013 e quindi sono già state decisamente metabolizzate dai fans, come confermato anche dai cori cantati dal pubblico. La promozione del disco è finita, ed ora la band decide di lasciarci letteralmente senza fiato, suonando in sequenza tre brani storici tratti dal disco più importante della loro carriera: “Land Of The Free”. L’epica “Rebellion In Dreamland”, “Land Of The Free” e la velocissima “Man On A Mission” devastano letteralmente il numeroso pubblico milanese, pronto a cantarne ogni singola nota, in un turbinio di velocità, melodia ed adorazione. La voce dello Zio Kai inizia a sentire il peso della serata, ma siamo ormai alla fine e sono l’inno “To The Metal” e l’immancabile conclusiva “Send Me A Sign” a chiudere questa serata eccezionale. Non si può dire altrimenti: indipendentemente dagli anni che passano, il Raggio Gamma è ancora una garanzia. Kai, Henjo, Dirk e con loro il nuovo arrivato Michael lavorano come una vera squadra, giovano dell’esperienza accumulata assieme in tutti questi anni, e sono proprio questi ingredienti che ci hanno permesso di godere di uno show come quello di questa sera, uno spettacolo pieno di energia, di passione e di amore per il nostro immortale Heavy Metal. Bentornati Rays!
Setlist:
1. Welcome (Intro)
2. Avalon
3. Heaven Can Wait
4. Hellbent
5. I Want Out
6. Tribute To The Past
7. Time For Deliverance
8. Pale Rider
9. Drum & Bass Solo
10. Blood Religion
11. Master Of Confusion
12. Empire Of The Undead
13. Rebellion In Dreamland
14. Land Of The Free
15. Man On A Mission
- Encore:
16. To The Metal
17. Send Me A Sign

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