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Recensioni Novità Astral Domine - Arcanum Gloriae
 

Astral Domine - Arcanum Gloriae Astral Domine - Arcanum Gloriae

Astral Domine - Arcanum Gloriae

info

Titolo
Arcanum Gloriae
Anno
Durata
58 minuti
Nazionalità
Formazione
Marco Scorletti - voice
Mirko Margotti - bass
Luca Gagnoni - guitars
Francesco Delogu - guitars
Yeshan Gunawardana - keyboard
Davide Di Patrizio - drums

Special Guests:
Fabio Lione - voice
Giuseppe “Ciape” Cialone - voice
Tracklist
1. Arcanum Gloriae
2. Holy Knights
3. King Of North
4. Moonlight
5. Tale Of The Elves And Pain
6. Where The Heroes Die
7. I Am The King
8. My Lord
9. Welcome To My Reign
10. Falsi Dei
Voto
6,5
Scritta da
Francescojo

A distanza di nemmeno un anno dalla pubblicazione di “Dark Wings Of Steel”, ritornano con un nuovo album i Rhapsody Of Fire, intitolato “Arcanum Gloriae”.

E invece no! Ci sono cascato… Bastava leggere il nome della band in copertina per capire che quello che ho tra le mani è il debutto degli Astral Domine, ma chiunque penserebbe di essere di fronte ad un nuovo lavoro dei Rhapsody Of Fire se lo ascoltasse alla cieca. L’unico aspetto che non ricorda i triestini è la copertina, più adatta semmai ad un concept su “Game Of Thrones” (guarda caso, la terza traccia “King Of The Nord” è proprio ispirata ai libri di George Martin), per il resto tutto richiama il gruppo di Turilli e Staropoli, tanto che potrei affermare con la quasi assoluta certezza che gli Astral Domine sono la loro più grande clone-band, mai sentito musica più simile alla loro: orchestrazioni possenti, una voce tremendamente simile a quella di Lione, barocchismi, doppia cassa tritautto, influenze folk, ballad epiche, le magiche parole onnipresenti (king, knight, elves, heroes, reign…) ed ovviamente una canzone cantata in italiano. E la loro musica? Come suonano questi Astral Domine? Suonano molto bene ed anche il disco è prodotto in maniera professionale, ma purtroppo le composizioni non esaltano più di tanto, non è che si sente la mancanza dell’effetto sorpresa o dell’originalità (di quella, ormai, non se ne trova più di tanta, ed in questo genere, chi è che la vuole?), sono le canzoni che non posseggono il tiro necessario e le melodie vincenti. I brani sono tutti orecchiabili, melodici e giustamente ruffiani, ma purtroppo poco interessanti, e, se vogliamo tirarli di fuori di nuovo, sembrano i Rhapsody che suonano svogliati e che fanno giusto il compitino. Nonostante ciò, pollice verso per la lunga suite “Where Heroes Dies”, dove, manco farlo apposta, come ospite appare Fabio Lione, l’introduttiva e possente “Holy Knight” e le doppiacassare “King Of The North” e “I Am The King”, la prima da festa del barocco. La conclusiva e galoppante “Falsi Dei”, oltre a essere cantata in italiano, vede anche la partecipazione di Giuseppe “Ciape” Cialone dei Rosae Crucis. Inutile dire che questo disco è consigliato principalmente ai fans di una band in particolare: chissà quale!

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