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Recensioni Novità Iron Savior - Rise Of The Hero
 

Iron Savior - Rise Of The Hero Iron Savior - Rise Of The Hero

Iron Savior - Rise Of The Hero

info

Titolo
Rise Of The Hero
Etichetta
Anno
Durata
55 minuti
Nazionalità
Formazione
Piet Sielck - Vocals, Guitars
Jan-Sören Eckert - Bass, Vocals (additional lead on tracks 13, 14), Vocals (backing)
Thomas Nack - Drums, Vocals (backing)
Joachim "Piesel" Küstner - Guitars, Vocals (backing)
Tracklist
1. Ascendence
2. Last Hero
3. Revenge Of The Bride
4. From Far Beyond Time
5. Burning Heart
6. Thunder From The Mountains
7. Iron Warrior
8. Dragon King
9. Dance With Somebody (Mando Diao cover)
10. Firestorm
11. The Demon
12. Fistraiser
Voto
8
Scritta da
MetalBlind

Piet Sielck è senza dubbio l’uomo che rappresenta l’heavy metal tedesco, o almeno uno dei più importanti esponenti del genere.

Co-fondatore dei primissimi Helloween (quando ancora si chiamavano Iron Fist), ora attivo come produttore e musicista, Sielck, tra una produzione e l’altra trova da sempre il tempo per occuparsi della sua creatura personale, gli Iron Savior. Sono passati tre anni dall’uscita dell’ennesimo indovinato disco per la band tedesca, ovvero “The Landing”, un album che senza infamia né lode ha rimarcato fedelmente lo stile a cui Piet ci ha abituato. La forza degli Iron Savior è da sempre proprio questa: i lavori della band, dagli anni ’90 ad oggi, sono praticamente uguali tra loro: stesse strutture, stessa energia, stesso sound, ma chissà con quale magico incanto, Piet riesce (con rare eccezioni) sempre a tramutarli in piccoli capolavori di granitico heavy metal, grazie al suo approccio melodico particolarissimo, molto legato alle sonorità dei primi Blind Guardian (non a caso, la prima formazione dei Savior comprendeva proprio Thomas Stauch, storico ex-batterista dei bardi di Krefeld, nonché Kai Hansen dei "cuginetti" Gamma Ray). Così, dopo l’ottimo “The Landing”, il quartetto teutonico torna in pista con “Rise Of The Hero”: non cambiano di una virgola le tematiche fantascientifiche, non cambia l’approccio, non cambia il sound, ma ancora una volta nonostante tutto ciò, non si può fare a meno di sentire ogni cellula del proprio corpo vibrare al ritmo di incalzanti ed intensi brani come l’opener “Last Hero”, la potente “Iron Warrior” o la fulminante “Thunder From The Mountains”, fondamentalmente il miglior brano del disco, lanciato a folli velocità. Tutte le canzoni si piantano in testa dopo il primo ascolto, grazie a ritornelli sempre azzeccatissimi, melodie strutturate e mai banali, tanti cori, il tutto impostato su riffs di chitarra semplici ma voraci, graffianti. La caratteristica voce di Piet, ruvida e potente come sempre, anche in questo “Rise Of The Hero” riesce a convincere senza strafare, nonostante gli anni passino anche per lui. C’è spazio anche per una riuscita cover in versione heavy di “Dance With Somebody” dei Mando Diao, resa aggressiva per l’occasione, ma senza snaturarne l’essenza melodica. Sul versante low-tempo, va detto che in passato è stato fatto di meglio dal buon Sielck, che ora ci propone una discreta “The Demon”, brano lento e piacevole ma che passa purtroppo in secondo piano se confrontato con la spiccante qualità del resto della tracklist. “Fistraiser”, posta in chiusura, ci saluta con il suo consueto attacco di heavy metal melodico ed accattivante, esprimendo ancora una volta nelle liriche l’amore della band verso la nostra musica preferita ("Heavy Metal is our chosen way to live!"). Per tirare le somme, Piet e compagni ancora una volta non hanno inventato nulla di nuovo, ma sono tuttora in grado di deliziarci con album esplosivi che, semplicemente, funzionano ed affascinano. I tempi di “Iron Savior” e “Unification” sono certamente lontani, ma bisogna senza dubbio riconoscere che gli Iron Savior godono ancora di ottima salute. Un altro centro a loro favore.

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