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Kimberly Goss Kimberly Goss

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Titolo
Kimberly Goss
Scritto da
Psychotron

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Kimberly Goss
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prey1999, periodo magrissimo per l'heavy metal tradizionale, pareva che questo genere di musica, così come ce lo aveva tramandato la decade degli anni 80, non dovesse esistere più, gli ultimi due lustri avevano messo in essere una dichiarazione di guerra: 1) fabbriche; 2) flanella; 3) lacrime nordiche; 4) Satanasso col face painting - le scelte che si ponevano erano queste, senza appello, e francamente per molti era preferibile darsi all'ippica ed appendere il trapano borchiato al chiodo.


Dalla bruma del "non ci speravo più e quasi mi venivano le lacrime dalla commozione", sorse un manipolo di band revisioniste, gente che non aveva molto da dire in realtà, ma che aveva metabolizzato alla perfezione la lezione dei grandi antichi e la riproponeva adottando la produzione al passo dei tempi. Ne usciva fuori un ibrido dolce-amaro, un sound vecchio ma dal sapore nuovo, un po' come si fa con i remake al cinema. Il nuovismo rock insorse come un sol uomo al grido di: "vecchieria, fuffa e cacca stantìa, inchinatevi al progresso!" Molti rockers che non andavano manco a letto senza un pigiama di denim and leather e qualche toppa dei Destruction And Mayhem, dei Gothic Slam e dei Viking, si sentirono invece riavere, come rinati, c'era ancora ossigeno là fuori. E grazie alla spinta di questi giovani avengers, anche altre band che si erano perse per strada riassaporarono la gloria passata e si dettero una rassettata per dimostrare al mondo che il loro tempo non era ancora passato.

Tra gli artefici di questa nuova era c'erano pure i Sinergy di Kimberly Goss, un metro e un barattolo di principessa guerriera, nata a Los Angeles da padre sud coreano e madre amero-tedesca (jazzista), e trasferitasi prima a Tokyo, poi a Chicago, in Norvegia e in Svezia. Il primo microfono Kimberly lo afferrò negli Avernus, mentre si occupava di giornalismo metal, black metal in particolare (il suo curriculum conta interviste a Emperor, Darkthrone, Mayhem e Bathory). Quindi, come ci ricorda provvidenzialmente Wikipedia, fu la corista e suonò le tastiere con gli Ancient e i Therion (e come live sessionist assieme a Dark Funeral, Bal-Sagoth, Amorphis, Sentenced, Krisiun, My Dying Bride, In Flames). Questa militanza "estrema" le rimase appiccicata addosso per molto tempo, tant'è che in seguito le fu addebitato un voltafaccia, il tradimento della causa black in favore di quella classicamente metal.

L'incontro con gli In Flames fu provvidenziale, poiché fu assieme a Jesper Strömblad che nel '97 fondò i Sinergy. Nel 1999 il debutto con "Beware The Heavens", un disco che comprai all'epoca della sua uscita e che mi stregò immediatamente. L'idea di una cantante donna aveva (e continua ad avere) sempre un certo ascendente sul sottoscritto, per via della (in)conscia incessante ricerca di uno schema che ripeta quello di Doro Pesch e degli Warlock. I Sinergy erano a tutti gli effetti un "super gruppo", poiché comprendevano lo "Wild Child" Alexi Laiho (Children Of Bodom ma soprattutto ex qualsiasi cosa in Finlandia), Jesper Strömblad (Hammerfall, In Flames), Sharlee D'Angelo (Mercyful Fate, Witchery, giusto per dirne due) e Ronny Milianowicz (Dionysus).
"Beware The Heavens" recuperava il meglio del metal tradizionale e ortodosso degli anni '80, la infarciva di tastiere e melodie (soprattutto quelle vocali), lo sublimava con una iper produzione (un po' artefatta ma accattivante) e lo cesellava con splendidi guitar solos. Completavano l'opera un artwork strappacuore per i vecchi metallers e la ciliegina sulla torta rappresentata da Kimberly, mordiba e grintosissima al contempo (tanto che, a dispetto del suo fisico non esattamente da pin up, un po' me ne innamorai). Era come l'angelo del Paradiso venuto a salvarmi mentre affondavo nelle peste infernali di una musica che non mi rappresentava più, ero stato salvato all'ultimo tuffo, ripreso per i capelli. Le liriche vertevano su un immaginario molto metal, di stampo fantasy, con riferimenti espliciti anche alla serie tv di Xena - The Warrior Princess (di cui ovviamente ero un accanito spettatore, come prima ancora lo ero stato di Hercules prodotto da Sam Raimi).

Heavy metal, niente di più e niente di meno, concentrato in 34 minuti (troppo pochi), ed una gran voglia che ti rimaneva addosso di riascoltare quel disco ancora ed ancora. Per fortuna i Sinergy ci misero appena un anno a regalare al proprio pubblico un successore, e cribbio, era pure migliore! "To Hell And Back" non poteva più contare sull'effetto sorpresa ma, d'altro canto, vantava invece un credito illimitato di fiducia poiché la band aveva conquistato i cuori di molti (nonostante alcuni strali un po' snob e stronzetti che si leggevano su certe riviste italiane del settore). Strömblad aveva nel frattempo lasciato la band (evidentemente due galli nel pollaio erano troppi) venendo sostituito da Latvala, garzone di Lahio, visto che suonano assieme nei Children Of Bodom, Marco Hietala (Tarot, Nightwish) prese il posto di d'Angelo, mentre Lillman (To/Die/For, Ajattara) si sedette dietro le pelli di Milianowicz. Il conto è presto fatto, i Sinergy diventavano una creatura in mano alla coppia Goss/Lahio, che per altro si fidanzano e si sposano pure. Nonostante la band venga "snaturata" per 3/5 il nuovo album, come detto, è spettacolare. La formula compositiva è la medesima del debutto, solo che ogni nota di "To Hell And Back" ne eleva il potenziale dieci volte tanto. LIl gruppo appare convintissimo e sicuro delle proprie possibilità, e l'impressione è che possa sconvolgere il gran calderone del metal negli anni a venire con dischi un più bello dell'altro. Da segnalare la cover dei Blondie "Hanging On the Telephone".

Tutto pareva preludere al meglio, ma...."Suicide By My Side" schianterà fragorosamente i sogni (perlomeno) del sottoscritto. Un album fatto di canzoni estremamente più fiacche e soprattutto meno interessate alla "celebrazione" del verbo sacro degli '80s e più attente alle sirene moderniste. Intendiamoci, non che i Sinergy si fossero trasformati nei Dark Tranquillity, ma per un attento esegeta del loro sound qualcosa era chiaramente mutato, il faro compositivo era offuscato, distratto, mirava altrove, incerto sul da farsi. E la conseguenza di ciò fu una perdita complessiva di mordente e convinzione. I Sinergy stavano andando da qualche parte (ovvero dove li stava portando l'iper cinetico Lahio) e i dischi successivi ce lo avrebbero forse fatto capire con maggior chiarezza, ma di dischi successivi non ce ne furono affato...
Il paradosso è che "Suicide By My Side" è l'album che ricevuto più recensioni positive, quel dark power metal pareva molto più "attuale", mentre i due album precedenti erano accusati a turno di "antiquariato" o di "antiquariato violentato da tastiere moderne". Nonostante il consenso, i Sinergy implosero, e nemmeno la presunta nuova via del proprio songwriting garantì loro un'esistenza duratura. Lahio era troppo preso dai Bodom; la Goss continuava a sostenere nelle interviste che un nuovo album sarebbe prima o poi uscito, ma il 2002 divenne il 2004, poi il 2008, trascorsero 10 anni, ed infine eccoci qua a parlare di un fossile del metal, l'ennesimo. Non esistono siti web della band, niente Facebook, giusto qualche detrito digitale su MySpace, ma appare chiaro che c'è poco da sperare in un ritorno dal mondo dei morti.

In carriera i Sinergy sono stati particolarmente apprezzati in Giappone, dimostrazione ne fu che Kimberly venne addirittura contattata dalla locale rivista metal Burrn! per scrivere degli articoli. Tra le sue collaborazioni, la scrittura di brani per i Children of Bodom e le ospitate come vocalist nei dischi di Warmen (ennesima variante dei C.O.B, visto che si tratta della band del tastierista Janne Wirman), degli Eternal Tears Of Sorrow e dei Kylähullut.

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