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Fates Warning Fates Warning

Fates Warning

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Ottobre 13, 2013
Brescia (Circolo Colony)
Scritto da
Dr. Cornelius Evazan

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Fates Warning
Fates Warning

fates warningOrmai non ci credevo più nemmeno io, ma dopo una decade ritornano a farsi sentire i Fates Warning.
Disco nuovo, formazione parzialmente rinnovata, nuovo tour. L’ultima apparizione live dei nostri risale, se non mi sbaglio, al terzo Evolution Festival, anno 2007, sede Firenze (... non sbagli, e io c'ero! - n.d. Psychotron). E’ quindi una data unica, quella organizzata dal circolo Colony, piuttosto gustosa.

Giungo al club piuttosto tardi, quando ormai entrambi i supporti hanno concluso la loro esibizione e perciò non mi sento di dire granchè a riguardo. Mettiamo le mani avanti: conosco molto bene la band, ma resto un fan della prima metà di carriera (attenzione, non esclusivamente degli anni ‘80). E’ indubbio che la direzione sempre più progressive sia artisticamente integra ma soprattutto riuscitissima (un disco come "Disconnected" resta una gemma, un paio di gradini sopra moltissimi altri presunti capolavori), ma ho sempre ricevuto meno emozioni da dischi come "X" o "A Pleasant Shade..." che da un "Perfect Symmetry" o un "Awaken The Guardian". Mi aspettavo quindi una reintroduzione graduale del combo del Connecticut al proprio pubblico: una setlist asciutta, essenziale, con un po’ di tutto. Mi aspettavo oltre a questo prestazioni puntuali e operaie. E’ quello che ho ottenuto. Tre estratti dal recente, accettabile "Darkness In A Different Light", tra cui l’ottima "Firefly", e un viaggio a ritroso. Niente perodo Arch, ma si sapeva già, (anche se personalmente mi piacerebbe che la band celebrasse i primi dischi in qualche modo, chissà. Lo fanno cani e porci, perché non loro, ma questo è tutto un altro discorso) ma piuttosto una setlist equilibrata che ha mostrato, se ce ne fosse stato bisogno, quanto "band" siano ancora i Fates. "Life In Still Water", "Down To The Wire", "Through Different Eyes", grazie anche ai suoni ancora una volta splendidi del Colony, sono state vere pietre angolari di una esibizione in cui sono riuscito ad apprezzare anche cose che su disco non mi hanno mai completamente convinto, come i tre movimenti di "A Pleasant Shade Of Grey" (rispettivamente III, VI e XI, se non sbaglio).

I nostri sono ovviamente a proprio agio sul palco, non siamo certo davanti a dei novellini, anche se la sezione ritmica è risultata veramente eccezionale, con Vera e Jarzombek vero motore pulsante del combo (se vi state chiedendo "Jarzombek è troppo caciarone come stile?", la risposta è "Assolutamente no"). Gli elogi vanno comunque anche tutti gli altri: l’umile e praticamente perfetto Alder, Matheos e anche al turnista Abdow chiamato a sostituire Frank Aresti (che a quanto vedo, è comunque ancora in line-up). Il pubblico del Colony, non numerosissimo ma caldissimo, non fa altro che confermare come i nostri non abbiano perso né smalto individuale né coesione di gruppo. Dopo circa un’ora e un quarto di cristallino prog-metal è "Still Remains" dalla sublime "Disconnected" a chiudere il cerchio e a tutti i presenti è chiaro che i Fates Warning, gusti personali a parte (personalmente il recente lavoro non mi ha suscitato grosse emozioni ma ripeto, non è questo il punto), hanno ancora molto da dire. Speriamo che questo nuovo disco e tour siano solo l’inizio di un ritorno in grande stile.

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