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Recensioni Novità Neurosphere - Megantereon
 

Neurosphere - Megantereon Neurosphere - Megantereon

Neurosphere - Megantereon

info

Titolo
Megantereon
Anno
Durata
59 minuti
Nazionalità
Formazione
Fabrizio Oliva - Vocals, Guitars
Marco De Francesco - Lead Guitar
Mimma Pietrucci - Bass
Marco Minno - Keyboards, Synths
Marco Lio - Drums
Tracklist
1. Beyond The Gates Of Pluto
2. Ira (instrumental)
3. Dispossession
4. Under One Thousand Moons
5. Floaters In The Void
6. Megantereon
7. The Bonestorm
8. The Dream Recorder
9. Dysphoria
10. Gashes In The Veil
11. Ballo In Fa # Minore
Voto
7
Scritta da
MetalBlind

Ormai non è una novità, siamo abbastanza abituati a vedere in Italia delle metal band valide e meritevoli che, semplicemente, non riescono a godere del giusto spazio e della giusta visibilità; colpa anche del mercato italiano, che spesso tende a non valorizzare le realtà nostrane.

Tra queste suddette realtà, spuntano quasi dal nulla i Neurosphere, band di Roma attiva dal 2003, ma giunta solo dieci anni più tardi al vero e proprio esordio. Dico "quasi dal nulla" perché i nostri ragazzi hanno avuto modo di farsi notare quando un loro brano è stato inserito in un famoso videogioco. Al di là di questa loro bella esperienza, è comunque questo primo disco in studio che mette in chiaro chi siano i Neurosphere. La band propone una buona base di death metal melodico, senza disdegnare delle digressioni dall’acustico al progressive e senza quindi nascondere una certa affinità con gruppi come Opeth o Amorphis (con le dovute distanze). Non mancano massicci episodi di heavy metal e bordate thrash ben accette nel variegato sound del gruppo. La varietà è proprio uno dei punti essenziali che permettono a “Megantereon” di essere apprezzato. Possiamo così passare dalla veemenza thrash-death di “Dispossession” e “Dysphoria”, con tanto di refrains molto melodici, all’heavy metal della title-track “Megantereon” dal gusto e dai riff di sapore "ottantiano", fino ad arrivare alle più melodiche e ricercate “Under One Thousand Moons” e “Floaters In The Void” (di entrambe, sono molto apprezzabili anche i delicati intermezzi acustici). C’è spazio anche per una discreta ballad che porta il nome di “The Dream Recorder” e anche per una cover posta in chiusura, una personale interpretazione in chiave metal di “Ballo In Fa# Minore”, la "Danza Macabra" di Angelo Branduardi. Dal punto di vista tecnico e compositivo i nostri mostrano delle evidenti buone capacità, che in futuro potranno essere ulteriormente sviluppate per creare degli album validi e con una buona dose di originalità negli arrangiamenti. Ho trovato in particolare convincente la prova di batteria (anche se non è chiaro chi se ne sia occupato su quest’album): pur non gridando al miracolo, è precisa e ricca di gusto soprattutto nei passaggi più "meditati". Diverso discorso invece per la voce di Fabrizio che di certo non inficia la bontà del disco, ma sembra essere poco versatile in un growling non particolarmente brillante e poco espressiva nelle parti pulite. Siamo dinanzi ad una band emergente che ha però già dimostrato delle ottime qualità, pertanto consiglio a tutti i sostenitori del metal italiano di dare una possibilità e supportare i Neurosphere (che, comunque, pare abbiano già una solida base di fan all’estero). Con uno sviluppo sempre più curato e coinvolgente degli arrangiamenti ed uno studio più approfondito delle vocals il futuro potrebbe rivelarci una band da tenere seriamente in considerazione nel panorama italico.

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