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Recensioni Novità Whiskey Ritual - Narconomicon
 

Whiskey Ritual - Narconomicon Whiskey Ritual - Narconomicon

Whiskey Ritual - Narconomicon

info

Titolo
Narconomicon
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
Dorian Bones - Vocals
A. - Guitar
Plague - Bass, Backing Vocals
Asher - Drums
Tracklist
1. The Forsaken Kings
2. Fin Du Siècle
3. Lo-Fi Attitude
4. Buccaneers
5. Over The Edge
6. Bootleg In A Bootleg
7. Hanged Joe
8. Legend Of The Alley
9. We Make Albums That History Throws Up
10. White Darling
Voto
7
Scritta da
Psychotron

Sarà che "Narconomicon" non celebra adeguatamente l'atmosfera natalizia, ed io mi ritrovo a scrivere questa recensione proprio la viglia di Natale, ma i parmensi Whiskey Ritual continuano ad essere un project piuttosto disturbante, forti di un'attitudine assolutamente trasgressiva e provocatoria (la copertina parla chiaro). Già in occasione del debut "In Goat We Trust" (2010) avevo fatto ricorso a riferimenti quali Venom e Satyricon, band il cui lascito sull'operato dei whiskaioli rimane intatto e inalterato ancora oggi, sebbene in una traccia come "Lo-Fi Attitude" (praticamente un manifesto programmatico) affiorino anche similitudini con i Goddess Of Desire (soprattutto per i corettoni), defunto combo olandese, anch'esso devoto ai Venom, ma dalla vena decisamente più ironica e meno lancinante. I Whiskey Ritual non sono una band da esegesi critica, sono un pacchetto chiavi in mano, una scatola chiusa, un blocco unico, o così o ..... (seguono bestemmie, insulti ed improperi). Black metal travasato in un metal rabberciato col punk e col rock 'n' roll, ma sempre e comunque intriso di strafottenza, nichilismo, cinismo e negatività. Coi Whiskey Ritual però non ci sono derive depressive o esistenziali, si finisce a spintoni, perché il loro sound è attaccabrighe, rozzo e bellicoso, anche in una song come "Over The Edge", dove il ritornello pare un parto malato a metà strada tra Chuck Billy e Corey Taylor. Sarà stato l'effetto sorpresa di imbattermi in una band del genere, ma "In Goat We Trust" continua a sembrarmi superiore a questo "Narconomicon", pur pregevole, ma non più progredito rispetto al folgorante esordio. Un album di assestamento, e da una compagnia di pazzi decerebrati anarcoidi e imprevedibili come i Whiskey Ritual mi sarei aspettato maggior estro ed azzardo.

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