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Recensioni Mondo Underground Kayleth - The Survivor
 

Kayleth - The Survivor Kayleth - The Survivor

Kayleth - The Survivor

info

Titolo
The Survivor
Anno
Durata
34 minuti
Nazionalità
Formazione
Enrico Gastaldo - Vocals
Massimo Dalla Valle - Guitar
Alessando Zanetti - Bass
Daniele Pedrollo - Drums
Tracklist
1. Anvil
2. Desert Caravan
3. The Survivor
4. Waterfall
5. In Front Of You
6. The Nile Song
Voto
7,5
Scritta da
Strona

Secondo lavoro per i veronesi Kayleth, stoner rock band il cui nome ricorda un vecchio gioco del Commodore ispirato ad un racconto di Asimov. L'album si apre con "Anvil", un pezzo bello sparato con riff e cantato ipnotici, guarnito da stacchi e giri di pentatonica Kyussiani; continua poi con "Desert Caravan", che si presenta sin da subito più lisergica ed introspettiva, ed il risultato è una canzone decisamente bella, continuamente in bilico tra il piano/forte di parti pulite e liquide e parti distorte e farcite di fuzz. La terza traccia, "Survivor", è tra le mie preferite: lenta, pachidermica, con un cantato infarcito di riverbero e doppie voci davvero suggestivo. Nella seconda metà il pezzo decolla verso atmosfere che ricordano gli Sleep di "Holy Mountain", soprattutto nell'assolo, eseguito a più riprese in una maniera dilatata e furiosa che non può non farvi venire in mente il mitico Matt Pike. "Waterfall" si apre alla grande con un ottimo riff e continua con tempistiche e melodie che, per certi versi, richiamano addirittura i Melvins. Inizia tribale, continua pesante, da headbanging lento e molleggiato, la seguente "In Front Of You". Le chitarre ricordano l'omonima opera prima dei Queens Of The Stone Age ed il pezzo si snoda fluente per ipotetiche lande desertiche, fino a sfociare in un mare di psichedelia gonfia di delay e ripartire, infine, per il potente finale.Il disco si conclude in fade out con "The Nile Song", che ha però la pecca di essere il pezzo più debole del comunque encomiabile lavoro della band veronese. Tirando le somme non posso che affermare di trovarmi davanti ad un gran bel disco, che snocciola fuori tutto il proprio potenziale dopo vari ascolti, come fosse un sapore nuovo al quale ti devi prima abituare per apprezzarlo in tutta la sua interezza.

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