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Recensioni Novità Venom - Metal Black
 

Venom - Metal Black Venom - Metal Black

Venom - Metal Black

info

Band
Titolo
Metal Black
Genere
Anno
Durata
57 minuti
Nazionalità
Voto
7,5
Scritta da
Psychotron

Come una eterna fenice Cronos torna dalle polveri intrise di zolfo degli abissi infernali per proporci una nuova ulteriore versione dei Venom, incurante di tutto e di tutti; nonostante l’ennesima rivoluzione della line up, nonostante il preoccupante incidente occorsogli qualche tempo fa, nonostante nel frattempo di acqua sotto i ponti del music biz ne sia scorsa a fiumi. Ben 14 tracks per un totale di 57 minuti (un’eternità per un disco dei Venom!) a significare che la vena creativa non manca al bassista più malefico della scena metal degli ultimi 25 anni. Sono della partita Antton alla batteria (brother in hell ...?!) e Mykus alla chitarra (già all’opera su “Calm Before The Storm” e con i Cathedral di Lee Dorrian). Onde evitare equivoci riassumo la mia personale rilettura della discografia dei Venom: i primi tre album sono mito e leggenda, tutt’oggi ineguagliati; “Possessed” caruccio; “Calm Before The Storm” incompreso e sottovalutato; fase Tony Dolan discreta per la prima metà, più deludente dopo; dischi della reunion (“Cast In Stone” e “Resurrection”) transizione e ammodernamento. In pieno 2006 come suona dunque la band che, a detta di Cronos, ha inventato speed, black, death e thrash metal (.... e la polka no?!)? A costo di essere additato come un nostalgico passatista, un retrogrado, un conservatore ammuffito, ho decisamente apprezzato la scelta operata in sede di produzione dai nostri inglesi, ovvero un sound retrò, grezzo e sporco alla maniera delle prime produzioni del combo di Newcastle, nel quale gli strumenti si accavallano e si confondono volutamente, perdendo in nitidezza ed intellegibilità, ma generando un magma infernale estremamente potente e d’impatto. Anche il songwriting spazza via in un sol colpo le tentazioni moderniste dell’ultimo “Resurrection” (ad eccezione della brutta e noiosa “Death & Dying”, peggior brano tra tutti) per assestarsi su binari più consoni al tipico Venom style, canzoni molto dirette, semplici, tra punk e metal, sebbene corroborate da una padronanza tecnica degli strumenti assai evolutasi rispetto agli esordi. Piacevole anche la sensazione di sentir evocare le sonorità del metal anni ’80 e della mai morta new wave of british heavy metal. La brutalità e la ferocia dei Venom si conserva tutta, e nella ricca tracklist si distinguono una manciata di ottime composizioni. Cronos non è mai brillato per simpatia ed umiltà, ok, ma occorre dare a Cesare quel che è di Cesare, e riconoscere che stavolta il Conte luciferino ha scritto delle ottime canzoni grazie ad una ritrovata ispirazione. “Metal Black” può concorrere con “Welcome To Hell” e “Black Metal”? No, ma perchè negare che probabilmente si tratta del miglior episodio - con Cronos - dai tempi di “Calm Before The Storm”? E dunque perché semplicemente non goderselo come tale?! Una opener come “Antechrist” spacca di brutto e sono lieto che i Venom siano tornati con songs di questa caratura. Se l’accusa è la mancanza di originalità o la facile riproposizione di una formula fin troppo collaudata, posso solo rispondere che l’originalità è l’ultimo dei miei problemi nell’ascoltare musica (spesso dietro tale termine si nasconde solo una autoreferenziale masturbazione intellettualoide tutta tesa a soddisfare il proprio ego) e che poter riascoltare i Venom alla “vecchia maniera” è per me una vera e propria benedizione. Il disco è divertente e questo basta.. Impressionante come con canzoni come “Regé Satanas” o “Darkest Realm” sembri di sentire gli olandesi Goddess Of Desire (ma sappiamo che è ascoltando i Goddess Of Desire che sembra di sentire i Venom, eh eh!). Talvolta affiora piacevole una componente rock ’n’ roll, come in “Burn In Hell” o “A Good Day To Die”. “Lucifer Rising” e “Sleep When I’m Dead” esprimono malvagità titanica, mentre l’ambiziosa “Maleficarum” con i suoi 6 minuti è solo parzialmente riuscita. A chiusura la devastante titletrack, inno delle nere legioni di Cronos. Discreto come back!

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