“Ombre” è l’ultima fatica di Ishtar, musicista lombarda già attivo da diversi anni principalmente nel ruolo di tastierista. In questo CD dalla breve durata (meno di venti minuti) poesia e musica si incontrano per esprimere un mondo interiore fatto di malinconia, suggestione e mito. “Ombre” è un lavoro decisamente intimo ed onirico, dal tocco personale e dalle atmosfere evocative. Tra le maggiori influenze di Ishtar in questo caso troviamo gli Ulver di “Kveldssanger” e gli Empyrium, band che hanno contribuito a forgiare la musica neofolk moderna. I suoni sono molto curati e la produzione è buona, per quanto riguarda gli arrangiamenti in prevalenza siamo al di sopra della sufficienza, anche se non tutte le tracce si mantengono allo stesso livello. Personalmente ho trovato “Ombre” un po’ noiosetto e i brani li avrei visti meglio adattati come colonne sonore, piuttosto che sotto forma di disco ambient/acustico neofolk. La traccia più interessante è “Da Vicino, Così Vicino”, mi sembra quella in grado di offrire più spunti e presenta anche degli abbellimenti di tutto rispetto ed in grado di rimanere nella memoria dell’ascoltatore. L’artwork dell’album è molto minimale e risulta un po’ “spento” dal punto di vista comunicativo, mentre il materiale fotografico incluso nel booklet mi sembra che si abbini meglio alla musica contenuta in “Ombre”. Le poesie riportate all’interno del libretto ed abbinate ai brani offrono delle immagini evocative e toccanti, tra le due componenti che animano “Ombre”, preferisco le poesie alle composizioni musicali. In particolare “Ho Preso Il Cammino Del Fuoco E Bruciavo Nel Cuore” e “Da Vicino, Così vicino”.






