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Interviste Interviste Ashes Of Chaos
 

Ashes Of Chaos Ashes Of Chaos

Ashes Of Chaos

intervista

Scritto da
Thiess
Data
Agosto 07, 2012

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Ashes Of Chaos
Ashes Of Chaos

Il "Demo Concept" degli Ashes Of Chaos è stata solo un'anticipazione dell'imminente album in arrivo, tuttavia l'ascolto è stato sorprendente e decisamente accattivante. Un sound camalontico ed un concept lirico tutt'altro che superificiale, sono alcuni degli ingredienti che ci hanno spinto ad intervgistare la band.

- Ciao ragazzi! Grazie mille della disponibilità. Parlateci un po’ di voi, come nasce in voi l’amore per la musica e come vi siete incontrati?

- Ciao! Grazie a voi per la disponibilità! Ognuno di noi ha intrapreso la propria strada musicale da solo. La prima formazione di quelli che sarebbero divenuti gli Ashes Of Chaos risale ai tempi del liceo. All'inizio utilizzavamo il nome Mindblast e suonavamo cover di tanti gruppi classici metal, in seguito l'amore per il progressive portò ad un cambio di genere e soprattutto di nome. Il cantante Alexios ha cominciato con noi quasi per caso, aveva già un altro progetto attivo (gli Slave Of Teloth, in cui suonava però la chitarra) e decise di mettere a disposizione la sua voce per aiutare la band solo in sala prove, mentre il resto del gruppo avrebbe dovuto cercare un cantante definitivo, poi si è trovato in sintonia con il gruppo e con il ruolo di cantante così ha deciso di dedicarsi al gruppo in modo stabile. Per quanto riguarda il bassista abbiamo avuto non pochi problemi a trovare una persona con la nostra stessa passione per questo genere di musica: addirittura poco prima l'inizio delle registrazioni del demo ci siamo ritrovati senza questo componente chiave, ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare Stefano, il quale ha accettato di registrare il basso per il "Demo Concept". Di lì a poco è arrivata anche la proposta per diventare bassista fisso del gruppo.

- Perché avete deciso di chiamarvi Ashes Of Chaos? C’è un motivo particolare e che significato ha per voi?

- Cercavamo un cambiamento di stile e volevamo esprimere con il nostro nome la confusione cosmica e umana, Ashes Of Chaos ci era sembrato subito azzeccatissimo, le ceneri del caos, un nome da vero trip mentale, non c'è niente di più apocalittico!

- Se doveste autodefinirvi come lo fareste? Ci sono aggettivi, o colori, che in qualche modo vi qualificano?

- Invece di descriverci, preferiremmo fare riferimento agli amici o alle persone che parlano di noi sul web: tutti gli aggettivi che ci vengono attribuiti hanno un sinonimo: "eclettici". Infatti la musica come la concepiamo noi non ha limiti, se abbiamo voglia di inserire un pezzo blues, jazz, lounge, o pop, noi lo inseriamo senza indugiare troppo.

- Cos’è per voi fonte di ispirazione nella creazione dei brani? Cosa vorreste esprimere con la vostra musica?

- La nostra primaria fonte di ispirazione sono gli stati d'animo dell'essere umano. La domanda principale che ci poniamo è: "come potrebbero essere sentimenti come l'amore, l'angoscia, il dolore, la tristezza o altri espressi con il linguaggio musicale?" La psiche umana varia, impazzisce, distrugge, crea. La mente sa essere imprevedibile nelle sue reazioni agli stimoli del mondo esterno. Tutto questo è alla base della nostra musica.

- Ci sono stati projects del passato che vi hanno in qualche modo influenzato e portato ad amare il filone che vi appartiene? Sappiamo che sono pronti nuovi brani per un imminente full-lenght. Ci volete dare qualche anticipazione?

- Sicuramente le influenze dei singoli componenti sono tra le più disparate: dal black metal, al funk e alla musica classica, soltanto per citarne alcune. Ad unirci sono stati gruppi portanti del genere come Dream Theater e Pain Of Salvation. Ci piace infatti elaborare strutture complesse dei brani, affrontare tempi dispari e poliritmie ed esplorare angoli remoti dell'armonia moderna, tutti aspetti della musica che al giorno d'oggi sono ignorati da molti in favore della vendibilità commerciale dei brani. Tutto questo non fa che esaltare il difficile e labirintico pensiero umano, aiutandoci ad esprimere molte più cose oltre alla semplice "felicità" o "tristezza". Inoltre rimangono anche le influenze singole dei componenti che vanno ad arricchire ulteriormente il tutto! Il full-lenght andrà a completare il concept presentato nel demo. Ci si avventurerà definitivamente all'interno della mente di colui che ha perso tutto. E quale modo migliore per farlo se non addentrarsi nel suo mondo onirico, dove i pensieri hanno libero sfogo a sè stessi? Attraversando una battaglia contro il proprio inconscio, un incubo dei più terrificanti in cui torneranno vive paure ormai morte, riuscirà l'uomo ad uscire da questo eterno ritorno della follia, o sarà condannato ad una non-esistenza negando sè stesso? Non resta che seguirci per scoprirlo!

- Grazie per la disponibilità, un saluto da Stereo Invaders e complimenti di cuore per la vostra proposta.

- Grazie a Stereo Invaders per averci dato l'opportunità di dire la nostra! Seguiteci su Facebook o Reverbnation!

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