Italiani, sotto contratto per Massacre Records, i 5 Star Grave pubblicano un nuovo album dopo "Corpse Breed Syndrome" (2008). Il sestetto gioca molto a fare il mucchio sporco e selvaggio, presentandosi come un ibrido lascivo, putrido e zozzone tra il glam, il punk e il modern metal. Ruffiani e ammiccanti (il glam), diretti, sfrontati e sbruffoni (il punk), taglienti e vagamenti industrialoidi a livello di produzione (il "modern"), i 5 Star Grave potrebbero risultare figli dei Death SS più freakkettoni e disimpegnati (ascoltare "Death Put A Smile On My Face") e contemporaneamente dei Wednesday 13. Sul versante più classicamente hard rock in background potrebbero esserci ascolti di Faster Pussycat, Bang Tango e The Traceelords, mentre tra i recenti sono da citare Hardcore Superstar e Crashdiet, roba nordica insomma. Alcuni ritornelli sono veramente ai limiti del power/emo pop, ma talmente sporcati da chitarre sudice e da vocals zombesche che provvedono a mettere in pace le coscienze dei metallari duri, puri e soprattutto moralisti, che non tollererebbero di essere associati a band troppo "commerciali".
"Drugstore Hell" è paraculo da morire, e viaggia a tutto groove, giocherellando con trovate teatrali e un po' glamour. Tirando le somme, le 11 tracce risultano gradevoli, caciarone, a tratti anche un po' plasticose (produzione svedese di di T. Lindell) , ma con il merito di mirare al sodo e non sbrodolare troppo, tirando già il bandone ancor prima dei 40 minuti.






