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Recensioni Novità Book Of Reflections - Relentless Fighters
 

Book Of Reflections - Relentless Fighters Book Of Reflections - Relentless Fighters

Book Of Reflections - Relentless Fighters

info

Titolo
Relentless Fighters
Etichetta
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
Lars Eric Mattson - all guitars, bass, keyboards
Carsten “Lizard” Shulz - vocals
Markku Kuikka - vocals
Tracklist
1. Until The Day
2. Dance With The Devil
3. Angel Shed A Tear
4. Bleeding Dry
5. Rise Up!
6. Crashing Through
7. Somewhere Else To Be
8. Gates To Oblivion
9. Keep Us Afloat
10. Without My Angel
Voto
6,5
Scritta da
MetalMilitia71

Il nome di Lars Eric Mattson anche agli attenti lettori di Stereo Invaders può essere misconosciuto. Il compositore e chitarrista finlandese vanta un discreto successo in Giappone e, attivo già fin dalla meta degli anni ’80, è stato autore di diversi progetti (Condition Red, Vision e tanti altri) tra cui i Book Of Reflections, giunti al loro terzo album. Nelle biografia per dargli un collegamento improbabile con Bruce Dickinson si cita il fantomatico tastierista italiano dal nome Mistheria che ha collaborato anche sull’ultimo album solista del celeberrimo frontman degli Iron Maiden. Per la verità i Book Of Reflections sono principalmente una sorta di un one-man project ad eccezione di un paio di cantanti relativamente famosi che hanno collaborato con Mattson. Le canzoni spaziano tra il metal classico e il power, con ovviamente grande spazio lasciato ai solo e in generale alla sei corde del talentuoso finlandese. “Relentless Fighter” , questo il titolo del full-lenght, non è un brutto disco, anzi l’ascolto è piacevole perché il chitarrista non invade completamente il campo ma lascia spazio anche al formato canzone classico, con un ottimo lavoro fatto anche sulle tastiere. Se da un lato “Until The Day”, “Bleeding dry” e “Crashing Through” si fanno apprezzare per la velocità delle tipiche cavalcate power, anche quando i brani rallentano (vedi “Somewhere Else To Be”) non mancano melodie e buoni ritornelli. Interessante anche la strumentale “Gate To Obvilion” che lascia spazio ad un altro pezzo heavy dal ritornello accattivante come “Keep Us Afloat”. Altra super ballata nel finale con tanto di chitarra acustica, classica e ovviamene elettrica in evidenza in “Without My Angel”. Consigliabile a chi comunque ama molto la chitarra come strumento principale ma direi anche in generale agli appassionati di metal/power classico.

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