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Recensioni Novità Adramelch - Lights From Oblivion
 

Adramelch - Lights From Oblivion Adramelch - Lights From Oblivion

Adramelch - Lights From Oblivion

info

Titolo
Lights From Oblivion
Anno
Durata
62 minuti
Nazionalità
Formazione
Vittorio Ballerio - Lead & Backing vocals
Gianluca A. Corona - Electric & Acoustic Guitar, Choirs
Fabio Troiani - Lead Guitars
Sigfrido Percich - Drums, Choirs
Maurizio Lietti - Bass

Special Guest:
Alex Mereu (Holy Martyr) - Co-lead vocals on “Tides Of My Soul”
Tracklist
1. Lights
2. Aelegia
3. Islands Of Madness
4. Truth Lies ...
5. Wonderful Magician
6. Beyond A Lifetime
7. Tides Of My Soul
8. Chiaroscuro (instrumental)
9. King (Of The Rain Of Tomorrow)
10. Pain After Pain
11. We March, We Fail
Voto
8
Scritta da
Psychotron

Pochissime note, sono bastate pochissime note davvero per riconoscerli, i nostri eroi del prog metal; stiamo parlando degli Adramelch, ensamble magico che dal 1988 (anno del seminale debutto "Irae Melanox") milita sotto le insegne del tricolore, e che forse, proprio per questo non ha mai goduto dei riconoscimenti e dei risultati dovuti. Pare impossibile che in tutti questi anni i nostri abbiano pubblicato appena 3 full-lenght; nel 2005 infatti la band tornò ad affacciarsi sulla scena con "Broken History", prova di splendore imperituro nonostante il passare degli anni. Ma proprio le sabbie del tempo hanno sempre conferito un certo fascino agli Adramelch, band antica e moderna al contempo, elegantissima ed ispirata ogni qual volta uno studio di registrazione li ha ospitati. Lasciata la My Graveyard Productions e accasatisi presso la tedesca Pure Steel Records (Pure Prog ne è una divisione votata a sonorità progressive), gli Adramelch deliziano il proprio pubblico con "Lights From Oblivion" un'ora di musica gentilizia, aristocratica, principesca; la nobiltà del songwriting dei lombardi si staglia netta sopra le teste di tanta manovalanza metal che annaspa affannosamente nell'odierno music biz, ma che, pur con nutrite discografie all'attivo, non è mai riuscita neppure per un solo attimo a splendere di luce regale quale quella che avvolge le teste coronate degli Adramelch. La loro è la semplicità della perfezione, come se gli fosse geneticamente impossibile sbagliare una singola nota. "Lights From Oblivion" avanza saldo e sicuro tra le tenebre - con ampie parti strumentali e un Ballerio Re dei re - rischiarando la nostra via, fatta di luce metallica, classica, progressiva, squillante. E se "Broken History" era stato solo un tributare il giusto onore alle songs mai pubblicate all'indomani dello split post 1988, "Lights From Oblivion" ci regala un lotto di composizioni nuove di zecca che confermano l'eterno stato di forma degli Adramelch, leggermente meno metal e più rockeggianti che in passato, coadiuvati pure da una produzione (mastering ai Finnvox Studios) pulitissima e di largo orizzonte. A questo punto, l'unico cruccio è che tra un album e l'altro debbano passare ere geologiche.

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