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Recensioni Remeber The Fallen Alice Cooper - Trash
 

Alice Cooper - Trash Alice Cooper - Trash

Alice Cooper - Trash

info

Titolo
Trash
Etichetta
Anno
Durata
40 minuti
Nazionalità
Formazione
Alice Cooper - vocals
John McCurry - guitars
Hugh McDonald - bass
Bobby Choulnard - drums

Special Guests: Jon Bon Jovi, Richie Sambora, Steven Tyler, Joe Perry,Kip Winger, Tom Hamilton, Steve Lukather
Tracklist
1. Poison 
2. Spark In The Dark
3. House Of Fire 
4. Why Trust You 
5. Only My Heart Talkin' 
6. Bed Of Nails 
7. This Maniac's In Love With You 
8.Trash 
9. Hell Is Living Without You 
10. I'm Your Gun 
Voto
7
Scritta da
MetalMilitia71

Dominatore delle classifiche americane negli anni ’70, con grandi successi e grandi album come “Love It To Death”, “Killers”, “School’s Out”, “Billion Dollar Baby” e “Welcome To My Nightmare”, Alice Cooper ebbe una clamorosa parabola discendente nei primissimi anni ’80, con dischi che non ricorda quasi nessuno se non i fan più incalliti. Sperimentazioni mal riuscite e alcolismo aveva rischiato di farci dimenticare questo straordinario personaggio e cantante che è Vincent Furnier, in arte Alice Cooper. Dopo qualche disco discreto che ne segna la rinascita, nel 1989 lo Zio Alice torna clamorosamente in vetta alle classifiche di tutto il mondo con l’album “Trash”, trascinato anche dal grande successo commerciale del singolo “Poison”. L’album è prodotto dal marpione Desmond Child, famoso per le hits di Jon Bon Jovi e per altre prestigiose collaborazioni con Kiss e Aerosmith., mentre il missaggio è ad opera della coppia Micheal Barbiero - Steve Thompson resi famosi dal successo di “Appetite For Destruction” dei Guns. Proprio la già citata “Poison” apre i battenti, pezzo che persino nella bistrattata Italia resiste nelle play list delle radio commerciali. I suoni sono prodotti molto bene, anzi fin troppo, sovra incisioni, cori e tastiere qua e là hanno in un certo senso annacquato il vecchio rock sanguigno di Alice ma è il prezzo da pagare per la popolarità ! Il refrain di “Spark In The Dark” ti entra subito in testa, come il tick tack di un orologio impazzito, mentre i testi di Child fanno capolinea in “House Of Fire” e “Bed Of Nails”. Quest’ultima sembra uno scarto di un album di Bon Jovi e, senza mancare di rispetto infatti Alice Cooper in questa canzone sembra un pesce fuor d’acqua e ci mette molto mestiere. Devo dire che la coppia Alice Cooper - Steven Tyler fa faville nella super ballad “Only My Heart Talkin” e, anche solo nel titolo sembrano tornare le cupe storielle horror in “This Maniac’s In Love With You”. Prima di calare il sipario ancora un ottima ballad “Hell Is Living Without You” e il veloce rock blues di “I’m Your Gun”. Inutile ricordare che la vera anima dello Zio Alice risiede in altri dischi, non solo quelli citati all’inizio ma anche successivi a “Trash”, qui troviamo il suo grande carisma e talento al servizio del rock USA commerciale degli anni ’80, insomma al cosiddetto mainstream del momento. Se non fosse per la sua foto in copertina il dubbio è che sia un album di Jon Bon Jovi con special guest Alice Cooper che non il viceversa!!!

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