Introdotti dall'ennesima rivisitazione elettrica della marcia funebre, questi quattro bruttissimi rockers hollywoodiani ci sparano sul muso 11 tracce di glam-rock super punk, strafottente, stradaiolo, menefreghista e pure un po' stronzo. Giocano con le parole, trasformando il motto L'Amour Rocks (L'Amour era un celebre locale di Brooklyn dal quale sono passate le più grandi bands come Iron Maiden, Metallica, Kiss, Ramones, Guns 'n' Roses, Motorhead, etc.) in "Glamour Punks", monicker esplicito sugli intenti della band. Quattro orrendi ceffi, agghindati come dei viados innamorati di Marilyn Manson, che non fanno alcun mistero di adorare Motley Crue, Ramones e Dictators e Pretty Boy Floyd, sciorinando pezzi facili facili, diretti e di indubbia presa. Accattivanti e potenti al contempo, sforntati ed irriverenti, i Glamour Punks sono proprio una "sick posse" (in diversi si avvicendano dietro gli strumenti) capace di mietere vittime sicure sotto il palco, ogni qual volta vengono intonate le melodie sudicie e pervertite di "Day In The Death Of America", "Anti Social Child", "Home Is Where You Hang Your Attitude". Mi hanno ricordato i Manitoba's Wild Kingdom di Dick Manitoba (non a caso, visto che si tratta di una "costola" dei Dictators). Da quello che compreso, i nostri erano attivi sin dai primi '90s, ma questo è il primo vero disco ufficiale che la band è riuscita a rilasciare dopo 20 anni, quindi, a suo modo, un piccolo evento cult in ambito "spandex e capelli cotonati". Veramente molto influente la componente punk sul songwriting dei Glamour Punks, qui non c'è posto per romantiche ballads da accendino alla "Home Sweet Home" o "Every Rose Has Its Thorn", "Roach Motel" o "Kick Her In The Head" sono songs assatanate e fulminanti che vogliono vedervi pogare anziché scambiare bacini. 26 minuti a tutto gas!






