Primo album in studio per i pugliesi DeaCaotica, che, dalla provincia di Brindisi, con il loro indie rock, cercano una visibilità nazionale. Già famosi nella loro terra e visionati (positivamente) da membri dello staff di Vasco, i DeaCaotica hanno girato i vari festival della provincia pugliese riscuotendo molti successi, tanto da aprire concerti dei Folkabbestia e degli Almamegretta. Un po’ apollinei, un po’ dionisiaci, come suggerisce il loro nome, i DeaCaotica vogliono essere un’unione di suoni differenti, soavi e melodici (la Dea), ma allo stesso tempo con potenti riff di chitarra d’ispirazione punk (il Caos). I loro maestri sono da rintracciare nel rock italiano e nei cantautori impegnati come Max Gazzè, al quale la voce del cantante si ispira moltissimo, così come a Zucchero, specie in Naufragio. Il suono è, però, molto progressivo, con ottima ricerca musicale ed effetti elettronici notevoli, vicini ai modi di PFM e Banco Del Mutuo Soccorso. Non manca, però, l’intimità, elemento apollineo della band, specie nella struggente ballata acustica "Nel Cerchio Di Melanine", in cui il suono si fa grunge, vicinissimo ai Nirvana di "About A Girl" nella versione unplugged. Pezzi come "Spasmodico", "Tu Nel Vento" e "Banalità" sono autentici saggi di rock italiano, a metà strada tra il sound dei Timoria e la verve fantastica e trasognata dei Verdena. I ragazzi brindisini, come primo album, hanno centrato il loro obiettivo: sound elettrico, potente ma nello stesso tempo dolce, ottimi testi (impegnati e, a volte, denuncia del Meridione di oggi) e capacità di adattarsi a differenti generi. Divini e caotici, apollinei e dionisiaci, per l’appunto. Ciò lancia i DeaCaotica nel migliore dei modi alla ricerca di un palcoscenico maggiore. Spero di risentirvi presto! Grandi ragazzi!






