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Recensioni Mondo Underground DeaCaotica - Il Disincanto Dell’Animo Affranto
 

DeaCaotica - Il Disincanto Dell’Animo Affranto DeaCaotica - Il Disincanto Dell’Animo Affranto

DeaCaotica - Il Disincanto Dell’Animo Affranto

info

Titolo
Il Disincanto Dell’Animo Affranto
Anno
Durata
54 minuti
Nazionalità
Formazione
Giuseppe Melacca - voce
Enzo Ardone - basso, cori
Francesco Amatulli - chitarra, cori
Michele Iaia - chitarra
Antonio Mariano - batteria
Tracklist
1. Sfiorando La Follia
2. Occhi Come Voce
3. La Solita Scusa
4. Naufragio
5. Vertigine
6. Spasmodico
7. Coma Da Favole
8. Siero Blu
9. Quello Che Vorrei
10. Nel Cerchio Di Melanie (acoustic version)
11. Tu Nel Vento (demo 2007) (bonus track)
12. Banalità (demo 2007) (bonus track)
13. Non Ci Sei (demo 2007) (bonus track)
Voto
9
Scritta da
Steve

Primo album in studio per i pugliesi DeaCaotica, che, dalla provincia di Brindisi, con il loro indie rock, cercano una visibilità nazionale. Già famosi nella loro terra e visionati (positivamente) da membri dello staff di Vasco, i DeaCaotica hanno girato i vari festival della provincia pugliese riscuotendo molti successi, tanto da aprire concerti dei Folkabbestia e degli Almamegretta. Un po’ apollinei, un po’ dionisiaci, come suggerisce il loro nome, i DeaCaotica vogliono essere un’unione di suoni differenti, soavi e melodici (la Dea), ma allo stesso tempo con potenti riff di chitarra d’ispirazione punk (il Caos). I loro maestri sono da rintracciare nel rock italiano e nei cantautori impegnati come Max Gazzè, al quale la voce del cantante si ispira moltissimo, così come a Zucchero, specie in Naufragio. Il suono è, però, molto progressivo, con ottima ricerca musicale ed effetti elettronici notevoli, vicini ai modi di PFM e Banco Del Mutuo Soccorso. Non manca, però, l’intimità, elemento apollineo della band, specie nella struggente ballata acustica "Nel Cerchio Di Melanine", in cui il suono si fa grunge, vicinissimo ai Nirvana di "About A Girl" nella versione unplugged. Pezzi come "Spasmodico", "Tu Nel Vento" e "Banalità" sono autentici saggi di rock italiano, a metà strada tra il sound dei Timoria e la verve fantastica e trasognata dei Verdena. I ragazzi brindisini, come primo album, hanno centrato il loro obiettivo: sound elettrico, potente ma nello stesso tempo dolce, ottimi testi (impegnati e, a volte, denuncia del Meridione di oggi) e capacità di adattarsi a differenti generi. Divini e caotici, apollinei e dionisiaci, per l’appunto. Ciò lancia i DeaCaotica nel migliore dei modi alla ricerca di un palcoscenico maggiore. Spero di risentirvi presto! Grandi ragazzi!

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