Quando la foresta chiama, la natura intona un canto che ci colpisce dritto al cuore. Foglie muovono l’aria come piccoli ventagli, rami si intrecciano disegnando figure allungate dalla luce rispecchiata dal cielo. In queste atmosfere riflessive ed allo stesso tempo icone di solitudine, perdiamo noi stessi, rapiti dalla bellezza e dalla storia che ogni singola creatura vivente ci racconta. Gli Ancestors Blood propongono un Pagan Metal capace di confondersi in tonalità vagamente Ambient. Molto presente la tastiera, i cui sibili di vento diventano a tratti colonna portante delle varie songs. Per alcuni aspetti “When The Forest Calls” ci convince, per altri - in specifico, le sopra citate keyboards - ci si perde un po’ in passaggi prolissi le cui semplicistiche strutture non rendono merito all’entità che si vorrebbe rappresentare. Per il resto, bene quando la voce glaciale ed il Black si fanno protagonisti, veri e propri paradigmi di una notte e di una nebbia che calano inesorabilmente. Attendiamo allora ancora un nuovo lavoro di questi interpreti, capaci di essere sensibili ma non ancora coscientemente personali ed incisivi.






