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Recensioni Novità Iron Savior - The Landing
 

Iron Savior - The Landing Iron Savior - The Landing

Iron Savior - The Landing

info

Titolo
The Landing
Etichetta
Anno
Durata
46 minuti
Nazionalità
Formazione
Piet Sielck - Vocals, Guitar
Jans S. Eckert - Bass
Joachim "Piesel" Küstner - Guitar
Thomas Nack - Drums
Tracklist
1. Descending
2. The Savior
3. Starlight
4. March Of Doom
5. Heavy Metal Never Dies
6. Moment In Time
7. Hall Of The Heroes
8. R. U. Ready
9. Faster Than All
10. Before The Pain
11. No Guts No Glory
Voto
7
Scritta da
MetalMilitia71

Gli Iron Savior sono una band tedesca che ho sempre seguito con simpatia e che, almeno agli inizi, poteva contare anche sulla presenza di un monumento del metal, ovvero del’ex Helloween, Kai Hansen. Non è chiaro se “The Landing”, l’ultimo album, prosegue idealmente i concept in stile fiction fantascientifico creati dal chitarrista, cantante e fondatore della band Piet Sielck. Certo, la stupenda copertina ci fa capire che si parla ancora di universo e fantascienza, ma sembra essere presente ancora la storia del Salvatore di Ferro, infatti dopo la breve intro è giusto il tempo di “The Savior”. Buon pezzo power, con la solita voce al vetriolo di Piet, seguita da una cavalcata ancora più dinamica dal titolo “Starlight” (nulla a che fare con il vecchio pezzo degli Helloween). “March Of Doom” è un la altra mazzata in doppia cassa che sicuramente da vivo può fare sfracelli, sebbene forse il ritornello sia un po’ troppo complesso da ricordare. Sembra che Piet e soci abbiamo trovato lo spirito giusto in fase di registrazione, proponendo brani freschi che sicuramente faranno piacere a chi ha nostalgia dei bei tempi di gruppi come Gamma Ray e Helloween (sebbene a me gli ultimi 3 lavori della band di Amburgo non siano dispiaciuti). Attenzione, proprio perché prevale il lato nostalgico non aspettatevi grandi novità, uno come Piet Sielck va sempre dritto al sodo come un orologio svizzero, quindi sconsiglio vivamente questo album a chi non piace il power teutonico. Abbandoniamo per un attimo lo spazio sconfinato e Star Trek per immergersi in un esplosivo locale pieno di pelle e borchie e alziamo le corna al cielo: è il momento di “Heavy Metal Never Dies”! Jans S. Eckert, membro anche dei Masterplan, e famoso per il basso a forma di piragna ci introduce ad un'altra cavalcata sui cui picchia sempre duro e monolitico il batterista Thomas Nack: “Moment In Time”. Ricordiamo che alla chitarra ad accompagnare Piet ritroviamo il biondo Joachim Pilsner che per guadagnarsi da vivere fa il tecnico delle chitarre nei tour degli Edguy/Avantasia (probabilmente qualcuno di voi l’ha visto nei DVD dietro il backstage o nei classici filmati extra). Piace il mid tempo “Hall Of Heroes” dove Piet sembra rendere omaggi ai grandi del genere e probabilmente il riferimento non può che andare al piccolo-grande folletto di New York, Ronnie James Dio. Dopo un paio di brani che non aggiungono né tolgono nulla a quanto detto, passiamo alla discreta ballad “Before The Pain”; attendiamo il libretto ma è chiaro che a cantare le prime strofe non sia Piet Sielk che invece forse rovina un po’ il finale con la sua voce molto poco melodica. L’ultimo pezzo è la gradevole “No Guts No Glory”, nettamente migliore rispetto a quello che ci propongono da anni gli HammerFall.

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