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Recensioni Novità Graveworm - Fragments Of Death
 

Graveworm - Fragments Of Death Graveworm - Fragments Of Death

Graveworm - Fragments Of Death

info

Titolo
Fragments Of Death
Etichetta
Anno
Durata
52 minuti
Nazionalità
Formazione
Stefano Fiori - voce
Sabine Mair - tastiera
Eric Righi - chitarra
Orgler "Stirz" Thomas - chitarra
Maschtl Innerbichler - batteria
Harry Klenk - basso
Tracklist
1. Insomnia
2. Only Death In Our Wake
3. Absence Of Faith
4. Living Nightmare
5. The World Will Die In Flames
6. Anxiety
7. See No Future
8. The Prophecy
9. Remembrance
10. Old Forgotten Song
11. Where Angels Do Not Fly
Voto
7
Scritta da
For all Anguish

A due anni di distanza dal precedente full-lenght “Diabolical Figures”, gli altoatesini Graveworm tornano alla ribalta con “Fragments Of Death”, un album che non solo segna il ritorno sulle scene di questa prestigiosa band italiana, ma che li riporta sotto le ali della Nuclear Blast, dal momento che le due ultime release sono uscite per Massacre Records. La musica dei Nostri, facilmente riconoscibile, sembra aver virato verso un metal meno melodico rispetto ai precedenti episodi, ma soprattutto la componente vagamente symphonic black delle origini sembra essersi definitivamente perduta (salvo qualche rara incursione), oppure in caso contrario la si può vedere come abbastanza mutata nel risultato sonoro odierno. Punti di vista. Sicuramente i suoni tastieristici e di effettistica richiamano abbastanza alla musica dark, in taluni casi soprattutto a quella anni ’80 (“Absence Of Faith”). “Fragments Of Death” alterna momenti di ottima musica ad altri forse un po’ più scontati e facilmente accessibili al pubblico metal. Penso che sia un peccato, perché se la band aprisse maggiormente i propri orizzonti sonori potrebbe attivare delle dimensioni ulteriori che renderebbero la loro musica maggiormente interessante. La quinta traccia “The World Will Die In Flames” alza il livello della proposta. Sia chiaro, le quattro tracce precedenti sono valide, ma non hanno le stesse qualità e potenzialità espressive di “The World Will Die In Flames”. L’intero disco infatti è ben prodotto e suonato, ma i brani non si mantengono tutti sullo stesso livello qualitativo. La successiva “Anxiety” ad esempio non convince del tutto soprattutto nella parti che prevedono il cantato femminile. Un connubio mal riuscito ed è un peccato, perché le parti strumentali (soprattutto quelle di tastiera) sono buone, come anche l’alternanza che riesce a creare la cavernosa voce di Stefano (sempre più growl, ricorda spesso Tägtgren degli Hypocrisy) messa in contrapposizione con la vocalist femminile. “See No Future” è un altro brano molto valido, con una melodia in grado di restare nella memoria dell’ascoltatore e che al contempo evoca delle sensazioni decadenti, quasi malinconiche, il tutto alternato a parti più metal oriented, con chitarrone abbastanza potenti e trasheggianti. “The Prophecy” è invece un brano strumentale, molto struggente e pittoresco, lo vedrei molto bene anche come colonna sonora. Concludo segnalando “Where Angels Do Not Fly”, brano molto ben arrangiato ed in grado di unire perfettamente la componente metal a quella più dark ed evocativa dei Graveworm. “Fragments Of Death” è una prova discreta che probabilmente necessiterà di un seguito per essere maggiormente compresa. Indicata in particolar modo ai fan dei Graveworm ed agli appassionati di metal un po’ atmosferico e dalle tinte oscure, ma non troppo. Personalmente continuo a preferire “Scourge Of Malice” alle ultime produzioni della band.

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