PDFStampaE-mail

Recensioni Novità Morton - Come Read The Words Forbidden
 

Morton - Come Read The Words Forbidden Morton - Come Read The Words Forbidden

Morton - Come Read The Words Forbidden

info

Band
Titolo
Come Read The Words Forbidden
Etichetta
Anno
Durata
53 minuti
Nazionalità
Formazione
Dmitry Smotrov - Drums
Alexander Rudnev - Guitars
Max Morton - Vocals
Andrey "Kull" Karpov - Bass
Roman Skorobagatko - Guitars
Tracklist
1. Calling For The Storm
2. Eaglemark
3. Brotherhood Of Light
4. Sleeping King
5. Losing Faith
6. We Are The Shades
7. Oblivion
8. Grimoire
9. Burning Prisoner
10. Werewolf Hunt
11. Black Witch
12. Azrael
13. Weeping Bell
Voto
7
Scritta da
Francescojo

Ogni tanto un po’ di sano power metal moderno non fa male! Soprattutto se è ben suonato e piacevole da ascoltare come questo “Come Read The Word Forbidden” dei Morton. E chi sono costoro? Beh, sarebbe più opportuno chiedersi chi è Morton, visto che colui che ha composto ed arrangiato tutta la musica del disco è tal Max Morton, talentuoso cantante ucraino che nel 2010 ha deciso di trasformare il suo progetto solista in una band vera e propria, chiamando intorno a se giovani musicisti che l’hanno aiutato a realizzare il proprio debutto discografico. Dotato di una bella voce limpida dalla buona estensione, il nostro singer ha scritto 13 tracce di power metal fresco e frizzante, tastieristico quanto basta e non troppo trituramarroni, nel senso che la batteria ad elicottero non è una costante (per fortuna!) e la voce è ben modulata, senza per forza andare a toccare note altissime anche quando non è necessario (come siamo spesso e putroppo costretti ad ascoltare in altre band). Non ci troviamo di fronte a un capolavoro, questo è vero, ma un lavoro del genere è manna per gli amanti del power metal melodico, in particolare quello dal sapore nordico, con qualche riferimento anche al classico power italiano. I Morton presentano una doppia personalità, una più solare, che si può apprezzare nei pezzi che aprono il disco, come l’opener “Calling For The Storm”, classico pezzo veloce dotato di un ruffiano riff tastieristico, “Eaglemark”, che presenta il ritornello più orecchiabile del lotto e “Brotherhood Of Light”, della quale è stato anche girato un video, e una leggermente più oscura, riscontrabile negli ultimi brani, soprattutto nell’accoppiata “Azrael” – “Weeping Bell”, decisamente più pesanti e dotate di tastiere più sinistre (non pensate ai Goblin però, stiamo sempre parlando di power melodico!). Null’altro da segnalare, ovviamente i detrattori del genere stiano alla larga da questo disco, mentre chi anche solo bazzica tra queste sonorità può trovare una buona alternativa alle band più blasonate del genere.

Contattaci
Find us on Facebook
Follow Us