Immaginate che un fiore di campo si muovi nel vento, un flebile soffio di emozioni ci carezzi il viso ed un raggio di sole infranga l’arcobaleno. Pensate a quella sensazione di pace che si ha quando tutto intorno a noi è silente, quando le cose non ci feriscono. Passi di danza catturano la nostra attenzione, suoni che vengono dal passato, in un’ambientazione in bianco e nero che ci rapisce, commuovendoci. Parliamo così degli Aedi, band tutta italica il cui nome è la definizione di cantori greci del passato. La loro musica è un Indie Rock molto sperimentale ed Ambient; citazione a Bjork doverosa, se non altro per il comparto vocale. Un sound surreale il loro, estatico e per certi versi molto attento ai particolari, un carillon che musica un girotondo di fanciulli, una vibrazione che raggiunge il cuore. Full-lenght non per tutti, approccio delicato, ma non per questo evanescente o debole. Dietro all’ apparente facciata di “scanzonato e divertito musicante”, c’è un messaggio profondo, che non deve passare inosservato. Movenze che ci fanno pensare ad una sensibilità spiccata e che non potranno che catturare il vostro sguardo. Sinceri complimenti.






