PDFStampaE-mail

 

Kayleth Kayleth

Kayleth

intervista

Scritto da
Thiess
Data
Luglio 19, 2011

Image Gallery

Kayleth
Kayleth

Una rossa in topless sulla Route 66?! Ma che diavolo di acidi abbiamo assunto prima di ascoltare i Kayleth? Lo chiediamo direttamente a loro, combo veneto (notoriamente terra di cactus e sabbia desertica) stoner, autore nel 2010 del pregevole "Rusty Gold".

- Ciao ragazzi, per prima cosa grazie per la disponibilità.Parlateci un po’ di voi, come vi siete conosciuti e come nasce questo progetto?

- Noi siamo i Kayleth, un progetto nato all'inizio per suonare musica Stoner Rock e che, in questi anni, ha seguito il suo percorso di base non tralasciando le influenze comuni che ci accompagnano. Il tutto è nato dal primo bassista Guido Bianchini e dall'attuale chitarrista Massimo Dalla Valle che hanno dato inizio al nostro percorso, che continua tutt'ora, alla continua ricerca del sound e della evoluzione sonora. Alla formazione si sono poi aggiunti il nostro attuale cantante Enrico Gastaldo assieme al batterista Daniele Pedrollo e alla fine il bassista Alessandro Zanetti, che hanno fatto si di dare la svolta al progetto. I Kayleth partono da un genere di base "stoner rock" grezzo e sanguigno con influenze dai classici pilastri del genere quali Kyuss, Fu Manchu, Orange Goblin e molti altri, non mancano avvolgenti momenti di psichedelia, sfumature "space rock" e parentesi "doom", alla costante ricerca del sound e della personalità, immersi nel migliorarsi sempre di più e coinvolti in una dimensione magica ed incantata.

- Perchè avete deciso di chiamarvi Kayleth?

- Kayleth è un racconto di fantascenza di Isaac Asimov e parla della civiltà degli Zyroneans la cui pacifica civiltà viene sconvolta dall'arrivo del tiranno Kayleth. Quest'ultimo ha reso gli abitanti schiavi...a noi piace immaginare di fare lo stesso rendendo chi ci ascolta schiavo della nostra musica!

- Quali argomenti trattate nei vostri brani e cos’è per voi fonte di ispirazione, quando componente un brano?


- I temi dei nostri brani hanno un filo conduttore comune che è la “strada”. La strada intesa come vita, la vita di tutti i giorni con i suoi alti e bassi. Le cavalcate musicali suggeriscono testi in continua progressione, che non si fermano mai, che cercano sempre qualcosa di nuovo da esprimere. I temi variano dalla solitudine alla vita con gli altri , dalla ricerca delle cose belle alla riflessione sugli sbagli che si possono commettere. La voglia è sempre quella di esprimere e descrivere la grande energia che ci muove, in tutte le sue forme. Immaginiamo sempre una grande carovana nel deserto che procede inesorabile affondando i piedi nella sabbia. Una carovana composta da ogni tipo di uomo, con ogni tipo di storia che vogliamo raccontare. Raccontiamo di persone che si perdono e si ritrovano nell’aiuto degli altri, della società che ci soffoca e la volontà di rompere questo “ingranaggio moderno” che imprigiona la nostra voglia di continuare su questa polverosa strada...stiamo parlando di stoner, di desert rock e ci piace immaginare il mitico deserto della rocciosa Death Valley, il caldo, il sole, il cielo limpido e la splendida Route 66 in mezzo ai cactus e sempre pronta a farsi cavalcare verso l'infinito!

- Lo Stoner è un genere che in Italia, non pare avere un così forte seguito. Voi che lo vivete molto più di me, pensate invece la scena sia fervente e che ci sai un nutrita schiera di ascoltatori di questo così bel genere?

- C'è sempre un po di confusione nel filone Stoner, un po come lo era il Grunge a suo tempo, racchiude una serie di sfumature, a chi piace fatto in un modo e a chi piace fatto in un'altro, lo stoner alla luce dei fatti resta sempre un filone del ROCK che ha le sue stesse caratteristiche e che magari lo si può racchiudere in sonorità particolari più che in un genere, quelle appunto degli anni 70 e per quanto ci riguarda lo stoner può avere lo stesso seguito di tutto il normalissimo e seguitissimo Rock. Detto questo è anche vero che la parola "Stoner" porta ad un filone di nicchia o underground ma che ormai dura da più di un decennio e i fan del genere sono aumentati e sono ancora molto compiaciuti!

- Ultimamente ho avuto il piacere di recensire band interessanti del panorama, credete vi sia una sorta di rinascita di questo filone?


- Beh saremmo più propensi nel dire che questo filone è sempre stato abbastanza costante nel tempo...nella nostra zona abbiamo un po di gruppi amici che suonano stoner, anche loro da anni, e ci si da una mano...in fondo si può vedere il tutto un po come un'altalena o una ruota che gira, ma alla fine si torna sempre all'ovile...parliamo di un genere genuino senza tanti fronzoli e quindi diretto, che regala emozioni forti e appassiona chi lo suona e chi lo ascolta!

- Progetti per il futuro? Quando vedremo del nuovo materiale targato Kayleth?


- Presumibilmente verso fine estate di quest'anno. Stiamo lavorando a dei nuovi pezzi per fare finalmente un LP degno di quel nome, per cui più brani, con la pretesa di aggiungere cose nuove da sperimentare, e riascoltando i pezzi che stanno venendo alla luce siamo molto fiduciosi!

- Date live in programma? Riuscite a trovare luoghi per esibirvi?


- In questo momento siamo più concentrati alla creazione di nuovi brani ma stiamo aspettando delle conferme da un po di locali, resta il fatto che di questi tempi i locali crollano come castelli di carta e non possiamo più contare su alcuni posti dove andavamo a suonare spesso, tempi bui per il live, ma credo che questo succeda un po ovunque qui in italia a quanto si legge in giro....speriamo che la situazione migliori!

- Mi pare che troppo spesso, si dia più spazio alla cover band, piuttosto che a chi fa pezzi propri. Nella zona geografica in cui vivete, ci sono locali adatti per il genere di musica che proponente?


- Come dicevamo prima, i locali sono pochi e si preferisce il più delle volte far suonare le cover band o cmq gruppi che assicurino un certo seguito e quindi un certo guadagno per il locale, qui a VR/VI ci sono forse tre o quattro locali adatti al nostro genere o che perlomeno siano inclini al genere, resta comunque difficile per una band proporre il proprio materiale, in qualsiasi situazione, ma certo questo non basta a farci desistere, anzi...è una bella sfida!...c'è da dire che anche per la situazione a volte suoniamo gratis, ma a volte certe soddisfazioni sono impagabili!

- A quali band del passato vi sentite più legati? C’è stato un project che, in qualche modo, vi ha fatto innamorare della musica più degli altri?

- Beh se parliamo di passato credo che i primi a contribuire alla nascita del genere e ad usare queste sonorità siano stati i Black Sabbath, anche se non vengono riconosciuti nella categoria...ma credo che i Kyuss ci abbiano fatto scoccare la scintilla, e sono quelli che ci hanno indirizzato in quella direzione, quella che poi ci ha fatto scoprire tutti gli altri...Nebula, Sleep, Hermano, Fu Manchu, Monster Magnet, gli inglesi Orange Goblin, Electric Wizzard, e gli svedesi Dozer e Truckfighters. Singolarmente c'è da dire che ognuno di noi ha un proprio passato non certamente legato allo stoner rock, Daniele (batteria) ha un'impronta Heavy Metal mentre Alessandro (basso) deriva dal Punk, Massimo (chitarra) Pink Floyd/Blues/Grunge ed Enrico (voce) Punk. Le nostre influenze personali si possono sentire nei pezzi che suoniamo ma bisogna sottolineare che siamo riusciti nonostante questo a rimanere saldamente all'interno del genere!

- Un saluto da Stereo Invaders, ci auguriamo di riascoltarvi presto!


- Lo speriamo anche noi e grazie di averci dato questa opportunità!

Contattaci
Find us on Facebook
Follow Us