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Interviste Interviste Vintersorg
 

Vintersorg Vintersorg

Vintersorg

intervista

Scritto da
Thiess
Data
Giugno 15, 2011

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Vintersorg
Vintersorg

Vintersorg, personaggio istrionico e controverso della scena Nordica. Alcuni si sono fermati ai suoi primi prodotti, altri hanno continuato a seguirlo. Crediamo le persone evolvano,e cambi il modo in cui si esprimano, ma che ciò che conti maggiormente sia la passione che si metta in ciò che si fa. In questo mi sento di dire che Vintersorg non è secondo a nessuno, e lo dimostra la disponibilità e cordialità dimostrate i questa bella intervista concessaci.

- Ciao Andreas, grazie mille per questa intervista. Sei soddisfatto del lavoro svolto in "Jordpuls"?

- Sicuro… penso che tutte le cose all’interno dell’album sono state fatte correttamente, con molta passione e dedizione. Certo è che quando si guarda indietro, qualche tempo dopo aver completato l’album si può percepire che alcuni aspetti avrebbero potuto esser curati diversamente. Ma questa volta penso che l’intero prodotto, dalle canzoni di per sé, fino all’aspetto visivo, nonché la produzione, siano perfettamente amalgamati.

- Pensiamo che in questo ultimo capitolo, ci sia un po’ una sorta di ritorno al passato. Cosa ne pensi, e in cosa ti senti diverso dal periodo di "Solens Rötter"?

- Non posso dire che si tratti di un ritorno alle origini. Capisco cosa intendi, ma tutto Vintersorg ha molti diversi elementi che sono stati spesso gli stessi nel tempo; alcuni album si focalizzano di più sull’elemento folk e altri più sugli elementi progressivi. Penso che con “Jordpuls” abbiamo avuto un forte approccio con la musica folk e l’abbiamo forgiato con una solida firma, rendendolo ancora melodico e orientato al vocalismo. Un album, “Vintersorg”, come se volessimo cucinare la nostra zuppa musicale con un insieme di ingredienti. La principale differenza è che "Jordpuls" è forse più avanti coi tempi e ha più groove.

- Hai iniziato la tua carriera come Viking metaller. Le cose sono poi con il tempo cambiate, spostandoti su lidi più Progressive e sperimentali. Come spieghi questa cosa?

- Ho riportato indietro la band al ’94 con una visione che combinasse il black metal con le chitarre acustiche, voci clean e atmosfere musicali folk. Queste cose non sono mai cambiate e penso che fosse il pubblico a classificare la band come viking metal, sarei stato più propenso a chiamarla “musica con la natura”, come motore e ispirazione. Ma scommetto che l’approccio alla musica folk ci ha spinto verso quel genere specifico, tuttavia la nostra musica è sempre stata molto di più che solo questo. Mi evolvo come essere umano e di conseguenza così ha fatto la nostra musica, qual è il punto nel fare lo stesso tipo di album tutte le volte? Per me è molto interessante esplorare nuovi lati della musica e di me stesso.

- Otyg, Borknagar, Havayoth, Fission, Cosmic Death, Waterclime, Cronian, Gravisphere, Vintersorg. Progetti alcuni attivi, altri spenti. Cosa c’è di te in ogni tuo esperimento musicale?

- In Vintersorg, Gravisphere, Waterclime, scrivo, produco e registro tutto. In Fission è un altro ragazzo a scrivere le basi delle canzoni, io aggiungo le voci e le tastiere. Con Borknagar è un processo molto avventuroso dato che Öystein scrive le basi e aggiunge anche qualche tastiera, poi io aggiungo più tastiere, batterie, voci. Scrivo le liriche in tutte le band a cui partecipo ma in alcuni ci sono anche altri membri a farlo. Ho bisogno di tutte queste sfumature musicali per sentirmi completo e soddisfatto come musicista.

- Parliamo ora di "Jordpuls". Quali argomenti hai affrontato in questo lavoro e cos’è stato per te fonte di ispirazione?

- L’ispirazione salta semplicemente fuori dalla vita quotidiana, ordinaria, ma la mia si aggira molto intorno alla musica e alla natura, così solo ponderando tutte le cose dell’universo, rendo la mia mente viva. Ho scritto le canzoni piuttosto velocemente ma ci si mette un anno per registrare, mixare e masterizzare il tutto. Ci abbiamo lavorato solo durante i week-end a causa della nostra situazione lavorativa efamiliare... così diventava piuttosto un processo dilungato in questo senso, ma penso che fosse un bene che le canzoni maturassero nel tempo, e penso che siano diventate più ”piene” e grandiose. Abbiamo registrato l’intero album nel mio studio personale così abbiamo potuto lavorare quando volevamo e abbiamo anche mixato e masterizzato lì l’album, un modo molto rilassato e carino per farlo.

- La scomparsa di Quorthon ha lasciato un grande vuoto nel Viking metal e nel Pagan. C’è stato qualcosa di lui che in qualche modo ti ha influenzato ed avvicinato al genere?


- Non sono mai stato un grande fan di Bathory ma alcuni dei suoi lavori sono buoni e penso realmente che abbia rotto degli schemi con la sua arte e questo è un grande traguardo. Ho il massimo rispetto per lui e il suo lavoro, ma non sono mai stato un fan accanito.

- Se dovessi definire la musica che proponi, quali aggettivi useresti e quali sensazioni provi?


- Musica avventurosa e dinamica con molti elementi differenti che ti portano in un viaggio che dura un momento. E siccome la musica ha così tanti dettagli può volerci del tempo per digerirla veramente e abituarsi ad essa, ma se si passa la soglia penso che sia molto gratificante.

- Discografia di Vintersorg. Dammi una breve definizione per ogni tuo capitolo discografico.


- I M-CD erano solo canzoni che io ho raccolto senza davvero sapere cosa farci, se tenerle o buttarle via. Erano frammenti di una band più vecchia, ma in qualche modo ho fatto una scelta saggia e le ho registrate. Penso sia stato un buon inizio. "Till Fjälls" è il vero debutto e contiene molte parti melodiche memorabili e penso che i cori siano molto buoni. "Ödemarkens Son" è più ridefinito e ha anche alcune parti più progressive e le voci sono più complete. "Cosmic Genesis" è un nuovo capitolo nella storia Vintersorg, era per lo più in inglese e la prospettiva si era spostata un po’ dall’obiettivo principale, guardando più al cielo che agli alberi. "Visions From The Spiral Generator" è un album più progressivo ma il tocco melodico è ancora a fuoco e mi piace davvero per tutte le facce che ha. "The Focusing Blur" è se possibile ancora più progressivo e mi piace il fatto che noi avessimo il fegato di fare ciò che sentivamo essere giusto, invece di seguire semplicemente la scena dell’epoca, è un concept album con una storia davvero complessa ma penso sia stata sviluppata e scritta nel modo migliore. "Solens Rötter" era più ispirato al folk ma la gamma di emozioni è davvero ampia.

- A quale dei tuoi lavori ti senti più affezionato, o comunque quali di essi ti ha rappresentato meglio nelle varie fasi della tua vita?


- Tutti gli album sono ugualmente importanti perché sono una firma del tempo sul tipo di mood che Vintersorg aveva come band. Non rinnego una singola nota e stiamo appena espandendo la nostra conoscenza musicale.

- Ti vedremo dal vivo in Italia? Ti sei mai esibito qui da noi e quale riscontro hai avuto dal pubblico Italiano?


- Abbiamo suonato qualche volta in Italia e la risposta è stata buona da quello che ricordo, ma ora sono passati circa 10 anni. Per ora non abbiamo live in programma dato che siamo divisi fra tanti obblighi di lavoro, famiglia, ecc.

- Progetti per il futuro? Stai lavorando a qualche nuovo full-lenght con le tue varie creature?


- Ora stiamo lavorando a degli album con tutte le band, persino un nuovo album Vintersorg sta per prendere forma, ma ovviamente è solo all’inizio. L’intento è quello di lavorare il più possibile durante quest’anno e farli uscire il prossimo. Borknagar ad esempio entrerà in studio alla fine di giugno.

- Andreas, torniamo indietro nel tempo. Qual è stata la tua prima passione musicale? Ci puoi consigliare qualche ascolto, magari underground, che credi sia ingiustamente passato inosservato alla critica?


- Il mio primo ricordo musicale è probabilmente legato a quello di alcune band che i miei genitori avevano nella loro collezione in vinile, ma la mia prima vera passione è stata la batteria che ricevetti in regalo per Natale quando avevo 5 o 6 anni. Di band da ascoltare è pieno, basti iniziare con il rock sinfonico e progressivo degli anno ’70.

- Ti ringrazio per la disponibilità, non immagini quanto piacere mi avvia fatto parlarti. Un saluto da Stereo Invaders.

- Nessun problema. Statemi bene!

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