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Recensioni Novità Armory - The Dawn Of Enlightenment
 

Armory - The Dawn Of Enlightenment Armory - The Dawn Of Enlightenment

Armory - The Dawn Of Enlightenment

info

Band
Titolo
The Dawn Of Enlightenment
Anno
Durata
69 minuti
Nazionalità
Voto
9
Scritta da
Smaz

Gli Armory sono una giovane band del Massachusetts, e nel 2004 registrarono e pubblicarono questo “The Dawn Of Enlightenment”, che come spesso accade, non fu supportato decentemente e, complice una cover anonima ed una non eccellente qualità sonora, passò quasi inosservato. Ma i ragazzi credendo fortemente nel loro lavoro, decidono di riregistrare l’intero album alzando la qualità dei suoni, apportando modifiche ad alcune linee vocali e risuonando interamente le tastiere, ed i risultati sono sotto le orecchie di tutti. Questo disco è veramente una bomba, pronta ad esplodere già dal primo brano, una cascata di metallo fuso si abbatterà sull’ascoltatore, lasciandolo annichilito dalla forza e dalla freschezza dei ragazzi. Il genere proposto dagli Armory è un power metal molto legato alle influenze ottantiane del NWOBHM e dei vari Iron Maiden, Fates Warning, Megadeth, ed Helloween, tutto però arrangiato e suonato in chiave moderna, con molta dinamicità, con grandi cavalcate e duelli di chitarre e tastiera, ed una doppia cassa sempre usata al massimo. A proposito di batteria, c’è da segnalare che nel disco a suonarla è il chitarrista Joe Kurland, fondatore del gruppo insieme all’altro chitarrista Chad Fischer, mentre gli altri elementi del gruppo sono Adam Kurland alla voce, che possiede un timbro simile a Dickinson/Sammet, Thomas Preziosi al basso e Peter Rutcho alle tastiere. Si parte con la piccola intro strumentale “The Tempest”, per poi essere tramortiti dalla veloce ed epica “Faith In Steel”, con il chorus molto vicino agli Hammerfall, che ha la sua forza, oltre nella melodia del cantato, anche in una strabiliante parte strumentale dove emergono gli assoli di chitarra e tastiera di ottima fattura. “Riding The Cosmic Winds” è un po’ più lenta della precedente, ma molto più articolata e varia, e mette in luce la preparazione e la tecnica dei ragazzi, e l’affiatamento dei due chitarristi che ricordano molto Murray/Smith, e non esagero. Ottimo anche il lavoro di Thomas al basso. Sicuramente uno dei brani migliori del CD. “Forever Triumphant” è una ballata epica che però non sembra essere riuscita in pieno, in quanto dopo l’inizio acustico molto drammatico e di ottima fattura, ha nel chorus il suo punto debole, in quanto sembra già qualcosa di risentito (Manowar?); il ritmo si rialza con “Heart Of Dreams”, brano di quasi otto minuti dove ancora una volta è privilegiata la parte strumentale, con quei riff di chitarra molto veloci e trascinanti. “Warrior Forlorn” è veloce e potente come una scheggia impazzita, fino al chorus cadenzato molto melodico. La strumentale “Forged In Dragon Flames” è qualcosa di impressionante, molto tecnica e veloce, è tutta un susseguirsi di note, per farvi un esempio prendete Megadeth e Maiden e fondeteli insieme, ed il risultato è strabiliante. La bellissima “The Eyes Of Time”,anche se veloce, è forse il brano più melodico del disco, con un chorus molto catchy, mentre “Mystic Star” ha il suo punto di forza nella linea melodica delle chitarre, con un uso perfetto delle armonie e contrappunti, da brividi. Ma ecco imperiosa nei suoi tredici minuti la title track, “The Dawn Of Enlightenment”; epica, maestosa, elaborata, ricca di variazioni musicali, cori, armonie e contrappunti, insomma, c’è di tutto, ma amalgamato in maniera eccellente. Sono presenti anche due bonus track, precisamente due cover, la prima è “Flight Of Icarus” degli Iron Maiden, molto vicina all’originale, mentre la seconda è “Dr Wily”, tema di un gioco della Nintendo “MegaMan”. I ragazzi hanno avuto ragione, e l’opera di pulizia è riuscita perfettamente. Il mio consiglio è quello di acquistare l’album ad occhi chiusi e non ve ne pentirete. Brano Miglior: “Riding The Cosmic Winds”. Brano Peggiore: Nessuno.

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