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Recensioni Novità A Dream Of Poe - The Mirror Of Deliverance
 

A Dream Of Poe - The Mirror Of Deliverance A Dream Of Poe - The Mirror Of Deliverance

A Dream Of Poe - The Mirror Of Deliverance

info

Titolo
The Mirror Of Deliverance
Anno
Durata
51 minuti
Nazionalità
Formazione
João Melo - Vocals
Miguel Santos - Guitars
António Neves - Guitars
André Gouveia - Bass Guitar
João Oliveira - Drums
Tracklist
1. Neophyte
2. Os Vultos
3. Lady Of Shalott
4. Liber XLIX
5. The Lost King Of The Lyre
6. Chrysopoeia
Voto
4,5
Scritta da
Silvia Ulleri

Savoir Faire, questo sconosciuto.

I romanzi di Poe hanno avuto un'enorme influenza, per il loro stile, le loro atmosfere e le loro tematiche, non solo nella letteratura, ma anche in altre arti, musica compresa. Senza andare molto lontano basta pensare alla grandiosa "The Poet And The Pendulum", ispirata all'omonimo romanzo, dei celeberrimi Nightwish. Ma non sono certo gli unici: di questo elenco fanno parte anche i portoghesi A Dream Of Poe. Nati nell'ormai lontano 2005, in sordina, e passando praticamente inosservati, arrivano solo ora alla pubblicazione del primo full,"The Mirror Of Deliverance", pubblicato dalla misconosciuta etichetta ARX. Già la copertina non ci lascia sorprese per la determinazione del genere proposto dal combo mediterraneo: Su un paesaggio di campagna dalle tinte grigiastre un uomo, che sembra quasi remore dei celebri dipinti di Caspar, osserva ciò che viene riflettuto in uno specchio. Un dilettantistico artwork che non ci fa presagire nulla di buono, e che ci fa infatti supporre senza troppi sforzi che la musica sia dozzinale e scontata. Supposizione effettivamente veritiera: ci troviamo davanti ad un Gothic Doom Metal non solo scontato e trito e ritrito, ma anche tedioso, noioso e quasi fastidioso per il suo mediocre valore, essendo solo la brutta coppia dei My Dying Bride e dei primi Katatonia, ricoperto da una sezione ritmica praticamente inesistente, dei muri chitarristici monocordi e assolutamente derivativi, che si trascinano fiacchi, e una produzione così penosa ed impastata, con suoni talmente confusionari come non li ascoltavo da tempo. A ciò si aggiunge un songwritting che non solo non emoziona, ma che è anche dotato di una struttura approssimativa, e di una manifesta una grossolanità nell'essere assemblato, che risulta dunque derisorio e sterile per noi poveri ascoltatori. Anche l'aspetto vocale non si salva,anzi. Le linee vocali, ad opera di João Melo sono così insapori e scialbe, anche quando prova ad introdurre sovrapposizioni, come se mancasse sempre a loro il sale nella minestra. I brani sono lunghi, noiosi, lenti e quasi tutti si aprono con dei riff acustici, stucchevoli e scontaticome pochi e, che anche quando diviene elettrico, non ne guadagna certo in qualità, e nei sei brani sembra che i minuti non passino più sfidando il nostro limite di sopportazione e di pazienza, e neppure l'inserimento di qualche intervento ambientale riesce nell'impresa di salvare la baracca, anzi. E solo alla fine dell'album è possibile tirare un sospiro di sollievo.

Concludiamo, con un pizzico di sadismo, dicendo che "The Mirror Of Deliverance" è una delle cose peggiori che abbia ascoltato ultimamente, per la sua qualità, davvero bassa, dei brani, in cui il tasto skip diviene un fedele alleato. Un album sostanzialmente inutile per il resto del mondo, in cui risiede anche l'aggravante di produrre musica obbrobriosa ispirandosi al sommo Poe. Nonostante ciò nulla è perduto e magari al prossimo lavoro stupiranno con un volontario processo di raffinazione. Aspettiamo fiduciosi il risveglio di questa band. Per ora risparmiate i vostri soldi.

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