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Recensioni Leaders Vintersorg - Jordpuls
 

Vintersorg - Jordpuls Vintersorg - Jordpuls

Vintersorg - Jordpuls

info

Titolo
Jordpuls
Anno
Durata
46 minuti
Nazionalità
Formazione
Andreas "Vintersorg" Hedlund - Vocals, Guitar, Bass, Keyboards
Mattias Marklund - Guitar

Session/live members:
Nils Johansson - Keyboards, Programming
Johan Lindgren - Bass
Benny Hägglund - Drums
Tracklist
1. Världsalltets Fanfar
2. Klippor Och Skär
3. Till Dånet Av Forsar Och Fall
4. Mörk Nebulosa
5. Stjärndyrkan
6. Skogen Sover
7. Vindögat
8. Palissader
9. Eld Och Lågor
Voto
8,5
Scritta da
Thiess

Andreas "Vintersorg" Hedlund è un artista poliedrico, capace di raggiungere una qualità tecnica eccelsa, e di andare alla ricerca di sperimentalismi e sfumature sempre nuove. Approdato al Progressive e al Jazz con i suoi vari side projects, anche nella sua prima ed omonima creatura, aveva portato questa ventata di nuovo. Tale brezza, aveva allontanato un po’ Vintersorg dal Pagan e dalle atmosfere Black, pur non snaturando completamente la propria matrice Folk. “Jordpuls” pare essere una sorta di ritorno al passato, con pindarici riflessi di tecnica sopraffina, ma con una chiaro sentore Black e Viking, con un uso più Folk delle tastiere e con delle ambientazioni meno cerebrali. Tutto ciò, dal nostro punto di vista, giova indubbiamente, perché è un po’ come se si fosse trovato un compresso, una pace interiore e verso ciò che lo circonda. La continua ricerca di nuovi lidi ci aveva dato un’immagine vitale ma a tratti dicotomica, con ciò che erano i tempi di "Till Fjälls". Il gelo nordico allora torna a farsi sentire, illuminato da una luce cristallina e pura, così che dopo una bufera, pare riaprirsi un cielo ricco di speranza e gioia. Produzione e qualità eccelse, con un forte rimando a quelle tradizioni di cui Hedlund sa essere egregio cantore. Strumenti usati con sapienza, intrecci vocali coinvolgenti e poi sfuriate della nera fiamma ancora ardenti, sono ingredienti eccelsi e che convincono. Ci riteniamo soddisfatti, se non altro perché Vintersorg è riuscito a combinare sapienza e sofisticatezza, con genuinità e odore di terra. Insomma, un gran bel disco, ennesima conferma per un artista che ho sempre amato e che è riuscito nel tempo a non porsi mai limiti.

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