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Recensioni Remeber The Fallen Manilla Road - Invasion
 

Manilla Road - Invasion Manilla Road - Invasion

Manilla Road - Invasion

info

Titolo
Invasion
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
Mark Shelton - Vocals, Guitars
Scott Parks - Bass
Rick Fisher - Drums
Tracklist
1. The Dream Goes On
2. Cat And Mouse
3. Far Side Of The Sun
4. Street Jammer
5. Centurian War Games
6. The Empire
Voto
7,5
Scritta da
Psychotron

Il primo album è l'iniziale, magari timido, passo nel music biz, le prime songs composte, con entusiasmo e qualche titubanza, gettate in pasto al pubblico, con mille incertezze, e con le revisioni alle quali l'esperienza degli anni a venire avrebbe forse potuto metter mano. Il secondo album è la focalizzazione maggiore delle proprie idee, uno stile più compiuto e definito, una cornice più esatta del proprio sound. Il terzo platter - se ci si arriva - è di solito quello della consacrazione, o ci si prende il posto che spetta nel firmamento musicale, o ha inizio la inesorabile parabola discendente. Questo cliché pare essere stato pensato appositamente seguendo la carriera dei Manilla Road di Witchita, Kansas. "Invasion" fu l'inizio, un album ancora distante dal tipico stile che poi avrebbe caratterizzato la band, facendola amare da legioni infinite di cultori (anzi, cultisti) del true epic metal. "Metal" fu il bis, un album, seppur di transizione, che già metteva in luce alcuni trademark caratteristici del combo americano. "Crystal Logic" fu il capolavoro, un album che istituì un canone, sostanziò definitivamente il genere epic metal, quello tratto dalle saghe heroic fantasy (perlopiù howardiane), nonché il primo vero album dei Manilla Road così come sono diventati noti al pubblico dei metalkid, ovvero la band epica per eccellenza (la pubblicazione di "Into Glory Ride" precedette "Crystal Logic" di appena 5 mesi). Shelton iniziò a suonare il pianoforte a 5 anni, sotto l'impulso e gli insegnamenti della madre. Poi passò alla batteria, alla tromba, al clarinetto e, in breve, partecipò a diverse band locali jazz e country, fino a fondare i suoi personali Embryo. Fu quindi la volta degli Apocalypse. Si diede agli studi antropologici, fece parte del Corpo dei Marines per un anno, e, assieme a Scott Park, diede vita ai Manilla Road nel 1976. Per lungo tempo "Invasion", e anche "Metal", sono stati un miraggio per molti collezionisti, poiché furono album autofinanziati, prodotti e sostanzialmente distribuiti (la Roadster Records era di proprietà di Shelton e di sua madre); successivamente Reborn Classics ne curò un'edizione bootleg, prima di vedere la propria direzione amministrativa rinchiusa in galera. Nel 2004 Cult Metal Classic ha editato un doppio CD contenente entrambi gli album, ed includendo anche la traccia "Centurian War Games" che la Reborn aveva omesso. "Invasion" è un platter prevalentemente rock-oriented anziché metal, ma un fan dei Manilla Road non avrà grosse difficoltà ad innamorarsene e riconoscere i propri beniamini al primo colpo, anche se qui Shark Shelton gioca più a fare l'hippie anziché il guerriero cimmero elegiaco. La chitarra di Shelton risentiva delle influenze degli Hendrix, dei Johnny Winter, dei Toni Iommi, dei Rory Gallagher, degli Alvin Lee, e dei Wishbone Ash, un retaggio estremamente caldo, elettrico e psichedelico insomma, oltre che, naturalmente, bluesy. "Invasion" contiene grandi songs, solo "atipiche" per il classico repertorio degli autori di "The Deluge", "Open The Gates" e "Crystal Logic". E' permeato di un'aurea ancestrale, magica, senza tempo, le stesse sensazioni che forse accompagavano chi percorreva la Manilla Road, mitica highway che attraversava i suggestivi paesaggi del Colorado.

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