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Live Live Report Alice Cooper
 

Alice Cooper Alice Cooper

Alice Cooper

live

Novembre 18, 2010
Milano (Alcatraz)
Scritto da
MetalMilitia71

Sebbene al nostro ingresso, verso le 19.45 , metà locale sia vuoto, è noto oramai da qualche giorno che la serata di Alice Cooper a Milano sia una di quelle vincenti, con il tutto esaurito. Una pioggia battente e i consueti problemi di traffico hanno causato le classiche code in tangenziale mentre l’attesa per l’esibizione di Vincent Furnier, in arte appunto Alice Cooper, viene smaltita con una bellissima conversazione con gli amici Luca e Marianna che non potevano fare a meno di parare degli Iron Maiden e AC/DC (visto le passioni comuni dei 3). Alle 21 in punto, dopo la breve intro con tanto di campanella scolastica, si alza il sipario con l’immancabile “School’s Out”, storico successo dello zio Alice che apre e, come vedremo, chiuderà il concerto. Cilindro e bastone e ovviamente con il volto truccato, Alice sembra in straordinaria forma, alla faccia dei 62 anni, ogni singolo movimento e ogni singolo sguardo non sono lasciati al caso, del resto sono 40 anni che questo personaggio cavalca i palchi di tutto il mondo con la sua proverbiale dose d’ironia e horror. Del resto chi era nelle prime file avrà notato qualche ruga ma che sommata agli occhi truccati di nero e al suo proverbiale naso sporgente rendono sempre più inquietante la sua “maschera” diabolica. Si, perché dopo la brillante “No More mr Nice Guy”, cantata molto bene anche dal pubblico milanese, Alice non può che dare l’inizio ai suoi innumerevoli travestimenti e teatrini: se non ho fatto male i conti si è “fatto ammazzare” almeno 4 volte: prima decapitato, poi impiccato, quindi trafitto dalle spade e poi ucciso tramite un mega siringone!!!! Del resto lo spettacolo del tour si intitola “Teatro Della Morte”, ed è appena uscito un DVD registrato nel mitico Hammersmith Apollo di Londra nel 2009, giusto un anno fa, dove Alice Cooper in pratica propone quasi esattamente la stessa scaletta e le stesse scene teatrali. Per una volta non ci sono stati figli e figliastri!!! Mentre i brani scorrono velocemente, alcuni in versione ridotta (come la bellissima “The Ballad Of The Dwight Fry”), altri apprezzati dal pubblico e ben noti come “I’m Eighteen”, “Go To Hell”, “Cold Ethyl”, e la celeberrima “Poison”, cantata da tutti, e accolta con grande entusiasmo, pezzo dove Alice viene appunto siringato brutalmente. In “Be My Lover” questa volta è Alice che strangola, dietro un pannello bianco, un’infermeria alquanto procace…la stessa attrice (che Marianna sostiene essere addirittura la figlia di Alice!). In precedenza, durante “Nurse Rozetta” Alice viene portato sul palco con la camicia di forza con un sedia a rotelle e deve subire le sevizie sado-maso di un conturbante infermiera che improvvisa uno strip-tease con tanto di fresa elettrica!!! Chi non ama gli spettacoli rock teatrali potrebbe parlare banalmente di baracconate da quattro soldi (come quando Alice con una spada decapita una bambola), ma questo vorrebbe dire non aver capito nulla del connubio tra le canzoni di Alice Cooper e le sue tematiche horror, certo oggi magari superate da tanta Tv e DVD di ogni genere splatter. Non va dimenticato che in una cittadina del sud degli USA (ma non solo) un concerto di questo tipo negli anni ’70 sicuramente faceva scalpore!!! Tornando alla serata milanese, piacciono la ballate “Only Women Bleed” e “I Never Cry”, in cui Alice Cooper prende a calci un bambola gonfiabile, prima di essere impiccato e lasciare il palco alla propria band, che si diverte in “Black Widow Jam”. Alice intanto si prende la sua prima pausa; fino ad ora nessuna incertezza, nessuna sbavatura e anzi con grande disinvoltura si è anche divertito ogni tanto a stuzzicare sul palco i membri della sua band, in cui spicca un grande session man come Jimmy DeGrasso alla batteria, già con Alice in passato ma anche con i Megadeth per un paio di tour. Uno dei momenti più esaltanti del concerto dal mio punto di vista è stato durante “Vengeance Is Mine” dove Alice entra portato da un enorme baldacchino su cui arringa con tutta la sua (finta) cattiveria il pubblico. Quando allarga le braccia si notano delle altre zampe, come se fosse un ragno e la canzone ha un impatto felicissimo dal vivo, sembra quasi un pezzo dei Kiss scritto da Gene Simmons. Veloci cambi di scena ed ecco Alice Cooper distribuire e lanciare (finte) collane di diamanti in mezzo al pubblico, durante la frenetica “Dirty Diamonds”, seguita a ruota da un altro classico come “Billion Dollar Babies” in cui questa volta sono i bigliettoni verdi a svolazzare in mezzo ai fans delle prime file. Tutto procede molto velocemente, forse anche troppo non lasciando al pubblico il tempo di riflettere più di tanto sui singoli brani che scorrono come da copione uno dietro l’altro, come “Killer”, “I Love The Dead” e “Feed My Frankenstein”, in cui appare sul palco un orribile mostro giallo seguito da altri guitti. Per la verità, abituati alle apparizioni di Eddie, quest’ abominio suscita qualche perplessità tra i presenti… In “Under My Wheels” Alice coglie l’occasione per presentare la sua band, prima di lasciare il palco per i bis finali. Vestito tutto a lustro con la bandiera italiana Alice attacca “Elected”, molto semplice nella sua struttura verso-ritornello da renderla però molto accattivante dal vivo, con i fans milanesi chiamati a collaborare. Gran finale con la ripresa di “School’s Out” in cui ancora una volta Alice lancia il suo bastone verso il pubblico (ma quanti ne ha di scorta, se ne lancia due a serata?) e saluta il pubblico insieme a tutta la band. Applausi e cori sinceri (mentre entrano in scena anche palloncini colorati che Alice si diverte con una spada a far scoppiare), verso un personaggio carismatico del rock americano che, ha saputo ancora rendere credibile la propria perfomance, alla faccia dell’età che avanza e dei gusti musicali che si sono succeduti dal 1970 a oggi. Alice Cooper, come molti altri “vecchi” del rock/metal mantiene attorno a sé quella sorta di aurea dorata e di assoluto carisma che, come ho avuto modo di ribadire molto altre volte , non trova nessuna corrispondenza nella rock star di oggi, personaggi sbiaditi e privi di personalità che di fronte a Zio Alice pagano un dazio incolmabile!!!!

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