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Interviste Interviste Adveniat Hiems
 

Adveniat Hiems Adveniat Hiems

Adveniat Hiems

intervista

Scritto da
Thiess
Data
Ottobre 30, 2010

Freddo e gelo, nebbia che sale e che poi, d'un tratto, ci avvolge. Queste le caratteristiche degli Adveniat Hiems, band che andiamo a consocere melgio e che ci ha indubbiamente affascinato.

- Ciao, per prima cosa presentatevi, raccontandoci un po’ di voi e di come vi siete conosciuti.

- Ciao! La nostra band suona black metal con forti influenze ambient. Si è formata a gennaio del 2008, quindi si può dire che come "Adveniat Hiems" siamo giovani e di recente composizione, ma in effetti come singoli musicisti siamo invece sulla scena da diversi anni. Precisamente, abbiamo un’esperienza ormai più che decennale, iniziata con progetti di vario orientamento, non sempre black metal, e poi confluita quando ci siamo trovati a collaborare nella band LustNotes, nata nel 2002. Il line-up della nostra band si compone di tre membri fissi, più dei sessionist che contattiamo a seconda della necessità per completare la formazione. Ad esempio, per "Loki" abbiamo collaborato con Phoenix, che si è occupato di tutte le vocals.

- Sappiamo che la band aveva prodotto, con un altro moniker, un altro lavoro. Come mai poi il progetto morì?

- Come dicevamo prima, la nostra collaborazione è iniziata nel 2002, nei "LustNotes". La band si proponeva di suonare black metal sinfonico ed ha progressivamente affinato le proprie composizioni fino ad ottenere l'album "Graveyard Ballades", pubblicato nel 2006 sotto la casa discografica milanese Cimitero Records. Incoraggiata da questo primo traguardo la band ha iniziato la composizione di un nuovo lavoro, ma subito dopo l'inizio dei lavori alcuni dei membri hanno dovuto abbandonare il progetto per motivi personali. Nonostante i tentativi di rimpiazzarli, il risultato sonoro non era più all'altezza delle aspettative di chi invece era rimasto, e abbiamo quindi preferito chiudere il capitolo per dedicarci a qualcosa di nuovo e più vicino ai nostri interessi del momento.

- Da cosa deriva il moniker Adveniat Hiems?

- "Adveniat Hiems" è un'espressione latina che significa "venga l'inverno". Con l'adozione di questo nome abbiamo voluto richiamare le sonorità fredde che ricerchiamo ed il gelo a cui ci ispiriamo per le musiche e i testi.

- Trovo il vostro lavoro tutt’altro che stereotipato, mi è piaciuta la malinconia e il modo di rilasciare questa sorta di “nebbia” che non sfocia nei soliti cliché estremi e con ritmiche a velocità da formula uno. Da cosa deriva la vostra scelta stilistica?


- Il nostro stile è il risultato di una scelta iniziale precisa, che ha preceduto qualsiasi lavoro di composizione. Quando abbiamo dato vita al progetto infatti, il nostro scopo era quello di creare una musica che rievocasse proprio le immagini e le sensazioni di cui hai parlato tu, utilizzando a questo fine tutti i mezzi a nostra disposizione: il suono, le ritmiche, i testi e la grafica dell'album. La direzione che abbiamo voluto dare alle nostre produzioni rispecchia fedelmente una delle nostre grandi passioni musicali: il black di stampo ambient delle origini. Sull'esempio dei grandi precursori, abbiamo voluto utilizzare lo stile caratteristico di questa ala del black, che da sempre ci piace e a cui ci sentiamo vicini, per creare un album pregno delle atmosfere nebbiose, fredde e misteriose che avevamo in mente.

- Siete degli amanti di mitologia nordica, presumo. Non avete pensato di trattare, per il futuro, tematiche pagane del nostro paese? Sia chiaro, non è una critica la mia, però mi piacerebbe che si parlasse di più delle nostre tradizioni piuttosto che di mitologia norrena (di cui, non nascondo essere un grande appassionato comunque).

- La mitologia nordica ci piace molto, è proprio così. Non si deve però pensare che non diamo importanza alle nostre origini o al paganesimo che anche a casa nostra si può trovare e che è ricco di spunti. Il nostro intento non è certo di emulare i gruppi scandinavi o peggio ancora di rinnegare la nostra provenienza adottando tematiche estranee al nostro retaggio culturale. Il fatto è che riteniamo che ogni band, per poter infondere nei propri pezzi qualcosa di personale e caratteristico, debba necessariamente trattare temi che sente vicini e in cui, per qualsivoglia motivo, si immedesima. A noi è successo di sentire risuonare nel profondo proprio le tematiche trattate dal Ragnarok, da Loki, Fenrir e le altre figure che abbiamo cantato nel nostro lavoro, così non abbiamo potuto che assecondare la nostra naturale inclinazione e centrare su questi temi il concept che stavamo creando.

- C’è già nuovo materiale in cantiere? Pensate che il vostro sound possa evolvere in qualcosa di diverso?

- Attualmente stiamo lavorando alla composizione di un nuovo concept, che però è ancora agli inizi. Il nostro sound già a questo punto però si differenzia da quello che caratterizza "Loki": la tematica del nuovo album sarà infatti più legata al viaggio, alla leggenda ed alla navigazione, dunque anche lo stile musicale dovrà farsi più vicino a queste immagini. Non perderemo, questo è certo, l'impronta malinconica e umida che abbiamo fatto nostra con il primo lavoro, ma senza dubbio a questa si sovrapporranno nuove ispirazioni di stampo più dinamico e narrativo.

- Che musica ascoltate di solito? A quali band vi sentite più legati?

- La musica che ascoltiamo è sempre molto varia e spazia su tutti i generi, ma ancor prima di iniziare il progetto “Adveniat Hiems” eravamo già ascoltatori appassionati del black metal norvegese dei primi anni Novanta, e proprio per seguire la nostra passione per esso abbiamo voluto creare la band ed orientarla in questa direzione. I primi album di Burzum, "For All Tid" dei Dimmu Borgir, i primi lavori dei Gehenna, non sono che alcuni esempi dei CD che ci stanno più a cuore e che riescono a destare in noi emozioni forti. Crediamo che questi album siano stati delle basi indispensabili e solide per tutti i lavori successivi di chi si è cimentato in questa musica ed abbiano permesso di avere un appoggio su cui poi proseguire ed evolvere lo stile, fino a diventare anche molto diverso dall'inizio e renderlo un genere a se stante. Il nostro gusto come band è però più incline a privilegiare l’atmosfera umida e medievale degli esordi, fatta di pochi essenziali concetti e suoni poco lavorati, più diretti.

- Esibizioni live a breve? Se sì, dove e quando?

- Al momento non abbiamo in programma nessuna esibizione dal vivo. La produzione della nostra band è infatti quasi esclusivamente centrata sul lavoro in studio, soprattutto per l'impiego di sessionist e per la polivalenza di alcuni dei nostri elementi, che suonano più di uno strumento all'interno del gruppo.

- Vi ringraziamo per la disponibilità, un saluto da Stereo Invaders.

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