In attesa che i King Giant ultimino il loro secondo full-lenght, pare entro il 2010, c'è sempre da spendere due parole sul loro debut autofinanziato, "Southern Darkness", il cui titolo condensa in modo encomiabile la miscela sonora proposta dal quintetto, attitudine sudista (stoner) e oscurità pachidermica (Black Sabbath). Tra questi due estremi, sguazzano nell'acquario dei King Giant pesciolini come Eyehategod, Clutch, Kyuss, Down. Il taglio delle songs è grossolano e "contadino", proprio come piace agli uomini del sud, baffuti, barbuti, dalle maniere spicciole, però con un gran cuore. Tutto si basa sul riff, ipnotici e ossessivi (un mantra, come suggerisce la stessa band); le vocals sono davvero alcoliche e mandriane, i drum patterns si prendono tutta la calma necessaria, ribattendo colpo su colpo con solenne autorità. Le songs non sono grandissime composizioni ma in questi casi è l'atmosfera a prevalere. Se siete appassionati di stoner, deserto e acidità di stomaco, provate a dare un'ascolto ai King Giant, altrimenti aspettiamo il nuovo album e vediamo se la curva si fa ascendente o discendente.






