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Recensioni Novità Opeth - Watershed
 

Opeth - Watershed Opeth - Watershed

Opeth - Watershed

info

Band
Titolo
Watershed
Etichetta
Anno
Durata
54 minuti
Nazionalità
Voto
9,5
Scritta da
Smaz

L’ultimo CD degli Opeth da studio, risale ormai al 2005, e parlo di “Ghost Reveries” che anche se si rivelò un discreto successo commerciale, lasciò un po’ di amaro in bocca in quanto presentava certe soluzioni un po’ facili e soprattutto già risentite, non certo quanto inciso dalla band Svedese fino a quel momento, ma ecco che con questo “Watershed” gli Opeth ritornano agli antichi splendori, regalandoci più di cinquanta minuti di puro progressive death metal. Gli Opeth sono sicuramente una band da ammirare, in quanto la loro crescita musicale attraverso i nove CD ha qualcosa dell’incredibile, aumentando la già folta schiera di fans e l’ammirazione di molti loro colleghi musicali. Prima di tutto c’è da registrare l’ingresso di due nuovi elementi che sostituiscono rispettivamente il chitarrista Peter Lingren ed il batterista Martin Lopez, ma certamente a dare il meglio è il mainman Mikael Åkerfeldt che grazie alle sue composizioni ed alla sua voce ora pulita in stile progressive anni ’70, ora brutale e growl, risulta essere il punto focale della band. Il disco inizia con l’acustica “Coil” bellissima e dolcissima song che vede la partecipazione della singer femminile Nathalie Loriche, e questa serve come introduzione ad una delle più brutali canzoni degli Opeth; infatti “Heir Apparent” esplode in piena faccia come un cazzotto, ed è interamente cantata in growls, ed è un mezzo anche per presentare i nuovi elementi che già sono coesi con il resto del gruppo. Dopo questo pezzo gli Opeth ci offrono brani con un più ampio respiro, passando da melodie progressive con il cantato pulito, a parti più violente con la voce ruvida, come nel caso della sesta traccia, la lunga “Hessian Peel”. The Lotus Eater” è un altro momento heavy caratterizzato dalle due voci, mentre la splendida “Burden” ci riporta indietro ai primi anni ’70 con quelle atmosfere alla King Crimson. “Porcelain Heart” è caratterizzata da un accattivante lavoro di chitarra acustica, ed è un pezzo molto cupo, quasi gotico, ed è interamente cantato con la voce pulita. Si chiude con il botto con la progressive “Hex Omega”, dove troneggiano maestose le tastiere di Per Wiberg. Grande disco questo “Watershed”, potente, tragico, introspettivo e meraviglioso. Brano Migliore: Intero CD

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