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Recensioni Novità 1349 - Revelations Of The Black Flame
 

1349 - Revelations Of The Black Flame 1349 - Revelations Of The Black Flame

1349 - Revelations Of The Black Flame

info

Band
Titolo
Revelations Of The Black Flame
Etichetta
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
Ravn - Vocals
Archaon (Idar Burheim) - Guitars
Seidemann (Tor Risdal Stavenes) - Bass
Frost - Drums
Tracklist
1. Invocation
2. Serpentine Sibilance
3. Horns
4. Maggot Fetus...Teeth Like Thorns
5. Misanthropy
6. Uncreation
7. Set The Controls For The Heart Of The Sun (Pink Floyd cover)
8. Solitude
9. At The Gate...
Voto
5
Scritta da
Grey

Ho accolto con estremo entusiasmo la notizia di dover recensire il nuovo lavoro targato 1349. Alla luce del passato della band e di CD del calibro di "Liberation" o "Hellfire" non vedevo l'ora di esser assorbito nuovamente in quella spirale nera e violenta di cui i norvegesi sono costantemente generatori. Ma al primo ascolto, questo "Revelations Of The Black Flame" ha in un batter d'occhio spazzato via le mie piu recondite voglie di recensire un CD di peso in ambito black metal. La violenza sonora a cui il combo ci aveva abituato è per tutto il tempo del lavoro interrotta ed ammansita da intermezzi ambient/noise di non notevole composizione. La vena martoriante e gli impeti da carnefice sono stati travolti da atmosfere seppur lugubri, costantemente sterili e il piu delle volte noiose; passaggi piu squisitamente black metal non hanno quella vena, quel "più" da permettere ad un solo riff di rimanere stampato nella mente. Le strutture dei brani non coinvolgono come dovrebbero, come in passato. E l'intero lavoro risulta lungo e poco scorrevole. A mio modesto parere un lavoro che segna una battuta d'arresto nella qualità compositiva ed espressiva che i 1349 parevano avere costantemente in crescita. Il CD pur presentando soluzioni differenti dai soliti canoni del genere (come ad esempio il sapore quasi psichedelico di "Solitude" o la parte noise/drone dell'opener "Invocation") non colpisce l'ascoltatore come ci si aspetta da una grande band. A conferma della poca vena dei nostri, anche una cover dei Pink Floyd ("Set The Controls For The Heart Of The Sun") davvero mal riuscita ed elaborata in maniera elementare. Ma noi, il prossimo CD lo ascolteremo volentieri e con molta curiosità. Nella speranza di esser prontamente smentiti; magari con un lavoro ulteriormente sperimentale ma che non lasci spazio a cosi tanti momenti di anonimato.

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