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Recensioni Remeber The Fallen Manilla Road - The Deluge
 

Manilla Road - The Deluge Manilla Road - The Deluge

Manilla Road - The Deluge

info

Titolo
The Deluge
Durata
42 minuti
Nazionalità
Voto
8
Scritta da
Psychotron

Quinta release ufficiale dei Manillla Road, uscita originariamente nel 1986 ed oggi riedita dalla piemontese Underground Symphony, pionieristica label italiana dell’encomiabile Maurizio Chiarello. Insieme a “Crystal Logic” e “Open the Gates” questo “The Deluge” costituisce una ideale trilogia, che non si esplica concretamente in uno stretto legame di testi o musica tra i tre album, ma che pur tuttavia mostra un soggiacente comune senso epico, fantastico, barbarico, mitico, forse in assoluto il miglior momento creativo nella gloriosa carriera di Marck Shelton e soci (1983 – 1986), tuttora in auge grazie al ritorno avvenuto nel 2001 con “Atlantis Rising”. Con tale premessa potete immaginare la portata di questo album, pieno zeppo di ottime canzoni, per non dire capolavori assoluti, a cominciare dalla meravigliosa “Divine Victim” (uno dei momenti più alti in assoluto in tutta la discografia dei Manilla), dedicata alla Pulzella d’Orleans, Giovanna D’Arco; un tiro micidiale, strofa e ritornelli di puro epic metal cristallino e potente come il carro del sole trainato dai mille cavalli di Apollo! “Shadows in Black”, “Hammer of The Witches”, “Isle of the Dead”, “Taken By the Storm”, la suite che dà il titolo all’album, “Friction in Mass”, l’incredibile virtuosismo drammatico della intensa strumentale “Rest in Pieces”; il magico trio (Venom, Celtic Frost, Motorhead, etc. – avete notato che in 3 si fa più casino?! E si scrive la storia dell’heavy metal!) formato da Randy “Thrasher” Foxe alla batteria, Scott Park al basso e lo “Shark” alla chitarra e voce, snocciola note eroiche al fulmicotone come se nulla fosse, proponendo il meglio che l’epic abbia mai saputo generare (insieme a Cirith Ungol e Omen). Tutto era perfetto in quegli anni nei dischi dei Manilla Road, il suono delle chitarre, il groove di basso e batteria, la voce guerriera di Mark Shelton, assoli eloquenti ed appassionati, ritmiche divine, affabulazione da sword & sorcery, coraggio e determinazione di tre indomiti spiriti liberi e sognatori. Il consueto digipack dell’Underground Symphony contiene anche la riproposizione live della opener “Dementia” Benvenuti alla nascita dell’epic metal!

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