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Recensioni Remeber The Fallen Voltax - Voltax
 

Voltax - Voltax Voltax - Voltax

Voltax - Voltax

info

Band
Titolo
Voltax
Genere
Durata
39 minuti
Nazionalità
Formazione
Jerry “Voice Of The Prophets“ - voce
Agent Matt “Face Melting Guitars From Space“ - chitarra
Ganso “Thunderbolt Bass“ - basso
D.M. “Lighting Rhythm Axes“ - chitarra
Mario Boludo “Drumming Babylon Whore“ - batteria
Tracklist
1.Voltax
2. Lord Of The Sluts
3. Rocking In The Night
4. (Blackbeard) Wild Of The Sea
5. Steel Maker
6. Strong Like The Fire
7. Slow Death
8. Invaders Of Steel
9. All The Metalheads
10. Mataviejitas
11. Amo De Las Callejeras
Voto
8
Scritta da
Il Francese 899

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che mi sono idealmente eccitato con un album metal vecchia scuola? Troppo cavolo, per fortuna che ci sono i Voltax, e che personaggi. Rimasti ibernati per una trentina d'anni nei camioncini di qualche multinazionale di surgelati porta a porta e lasciati al sole a squagliare eccoci allora d'inanzi ad una band che borchie in spalla e capelloni lunghi vi riporterà a godere della “vera“ musica, quella dei defenders of the faith! Rispolverate il chiodo con i pezzetti degli accendini incastonati sulle spalle, i pantaloni tutta pelle costati una cifra, i texani caballero e via di corsa immersi nei primi anni '80. Ricordate quando i gruppi esibivano nei booklets dei CD o sui vinili la scritta “no fucking keyboards“, quell'attitudine fiera e unica di appartenenza al true metal? In “Voltax” tutta quell'energia viene traslata e riflessa all'interno di undici killer songs. Loro sono messicani ma non fanno parte della miriade di bands che si riformano dopo venti o trenta anni di carriera, sono freschi come una rosellina di campagna, nati nel 2006 sotto il monicker di Voltage per poi cambiarne qualche lettera in Voltax, e dopo svariate esperienze in altrettante truzze bands, eccoli divulgare il loro vessillo, orgogliosi e prodi (attenzione non il mortadella!), instancabili e carichi di energia, vero motore dei tempi che furono. Capitanati da Jerry, l'Udo Dirkshneider dell'america latina, sirena accesa con volume spropositato e vero alfiere e portabandiera del combo tutto cerveza che sa di piscio, l'album risulta proseguire il discorso dei totem della nwobhm, sonorità figlie indiscutibili di Warlord (anche se loro sono americani), Saxon, Judas Priest, Angel Witch, Thin Lizzy, Satan (li amo), Diamond Head e chissà quanti altri. L'aspetto che mi ha maggiormente emozionato è la non plasticità della miscela proposta dai gringos, non risulta esserci il minimo accenno di commercialità, vuoi anche i pochi soldi forse a disposizione del combo per questo “Voltax“ (pubblicato nel 2007 da Blower Records e oggi ristampato su vinile da High Roller Records), ma l'album sembra davvero scorrere liscio come l'olio, nessuna astuzia particolare ad infarcirne il marketing sonoro, 1-2-3 e suonare, presa diretta, tanti screaming eccezionali sia per esecuzione che per songwriting nella posizione della song, assoli con suoni semplici ma azzeccati (belli i tappin' facili facili ma con gusto immediato), cavalcate ritmiche che si appiccicano subito nel cervello, e tanta voglia di suonare divertendosi e facendo smuovere la crinita chioma (per chi ce l'ha ancora). Unica pecca da riscontrare sono le canzoni finali in madrelingua che abbassano un po' il tono esplosivo dell'album, peccato perchè altrimenti avrebbe meritato un voto piu' alto. Pronti a rimpugnare lo spadone a due mani modello Conan e trucidare quanti piu' avversari davanti al vostro raggio visivo? Death To False Metal!

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