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Recensioni Novità Graveworm - Diabolical Figures
 

Graveworm - Diabolical Figures Graveworm - Diabolical Figures

Graveworm - Diabolical Figures

info

Titolo
Diabolical Figures
Anno
Durata
45 Minuti
Nazionalità
Formazione
Stefan Fiori - Vocals
Eric Righi - Guitar
Orgler "Stirz" Thomas - Guitar
Harry Klenk - Bass
Sabine Mair - Keyboards
Maschtl Innerbichler - Drums
Tracklist
1. Vengeance Is Sworn
2. Circus Of The Damned
3. Diabolic Figures
4. Hells Creation
5. Forlorn Hope
6. Architects Of Hate
7. New Disorder
8. Message In A Bottle
9. Ignoreance Of Gods
10. The Reckoning
Voto
4,5
Scritta da
Thiess

Non ho mai avuto problemi a rispolverare generi in voga anni fa, purché ovviamente riescano a trasmettermi qualcosa. Una vitalità e fantasia indispensabili per ogni tipo e genere di proposta, sia nuova che datata. In realtà non ho mai ben compreso le strutture stereotipate, come anche la scarsa vena compisitiva che ripiega sulla fedele clonazione di vari project passati. Purtroppo questo è il caso degli Italiani Graveworm, band attiva sin dal 1992, la cui sostanza sonora no va oltre ad un Melodic Black Metal dagli innesti sinfonici e dai richiami Death Swedish. Le chitarre fanno da ronzante comparsa, come anche la ritmica, che pare distante e decisamente stantia. I bassi vengono completamente coperti dal fruscio della guitar e tutti i brani vivono sulla tastiera. La voce, decisamente più Death che Black, ci convince, anche se è decisamente troppo poco per raggiungere anche solo la sufficienza risicata. Prodotto che è intriso di malinconia e che non ci fa sentire alcuna reazione o sferzata, trascinandosi su se stesso e alzando un pulviscolo fastidioso che porta il nulla. A questo punto, forse, basterebbe rispolverare un qualsiasi full-lenght degli anni novanta di buon Black Metal e di certo avrete migliori soddisfazioni. In lontananza ci pare di intravedere alcuni soffuse sagome dalle tinte Gothic, di quell’extreme music a cui ci hanno abituati ad esempio i Cradle of Filth. Il tutto è però decisamente meno incisivo ed ispirato, tanto da farci sorgere questa domanda: che bisogno c’era, dopo sei uscite, di produrre tale album? Non sappiamo rispondere, solo constatiamo che “Diabolical Figures” è vuoto di linfa vitale e voglia di incidere.

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