Kiss....è possibile scrivere ancora qualcosa di originale e interessante su di loro? Bah ci proviamo, una nuova release è indubbiamente l'occasione adatta per parlare finalmente di musica e non di tutto il circo che contorna questa band, che è stata capace, sin dal primo giorno di vita discografica, di polverizzare limiti, ostacoli e record, tanto nel buono quanto nel cattivo gusto. In tanti guardano ai Kiss con sospetto, un misto di ilarità, sarcasmo e anche fastidio, considerano il glitterato combo newyorkese come un sopravvalutato manipolo di sordidi business men votati unicamente a trarre il maggior profitto possibile dal proprio operato. E per anni i nostri sono andati avanti a ribadire come un nuovo album sarebbe stato impensabile, poiché i tour celebrativi erano tutto ciò che il pubblico doveva (e voleva) aspettarsi.
Sarà stato il denaro, sarà stato il demone dell'arte che li divorava, i Kiss sono tornati, per l'ennesima volta, la diciannovesima se consideriamo solo gli studio album effettivi. Frehley e Criss non sono ai loro posti di combattimento, sostituiti rispettivamente da Tommy Thayer (Black N' Blue...grandissimi!) e Eric Singer (nella band dal 1991). Il vero punto nodale è uno solo: "Sonic Boom" è in grado perlomeno di avvicinarsi ai migliori Kiss, quelli dell'omonimo debutto, di "Destroyer", "Love Gun" e "Creatures Of The Night"? O diverrà un ulteriore mediocre album della band, come i tanti della produzione degli ultimi 20 anni? Ad essere onesto, non me lo aspettavo, non ci avrei scommesso un euro, ma questi allegri pensionati del fondotinta e della lacca fissante per toupé hanno ancora qualcosa da dire, nonostante le loro lussuose ville-castello nascondano più lingotti d'oro di Fort Knox e più baldracche di un numero di Playboy (con conseguenti tir di Viagra stoccati nei garage). Oltre ogni mia più rosea aspettativa "Sonic Boom" suona fresco e vitaminico, le tracce colpiscono per vivacità e sostanza (termine quest'ultimo da intendersi alla maniera dei Kiss, ovvero un bel riff, un ritornello azzeccato, allegria, gioia e spensieratezza).
Spesso anche i buoni album dei Kiss avevano i loro bravi filler a far numero, "Sonic Boom" registra a mio parere un qualche calo in scaletta dalla traccia 6 alla traccia 9, ma anche i brani meno incisivi mantengono una loro dignità, vuoi per un bell'assolo, vuoi per un tiro da diciotteni al debutto, vuoi per una prestazione comunque convincente e sentita dal primo all'ultimo minuto. Certo, i nostri giocano in casa facendo quello che sanno fare, ma se parliamo dei Kiss il "know how" significa stadi in piena deflagrazione rock'n'roll! Ci sarebbe da sottolineare che il riff della strofa di "Never Enough" saccheggia "Nothin' But A Good Time" dei Poison, mentre se nel chorus sostituite le parole "Never Enough" con "Slide It In" vi dovrebbe venire in mente un rettile di colore bianco .... ma sono sicuro che nessuno si formalizzerà troppo per le guasconate dei Kiss. Il ritornello angelico e ultrapositivo di "Stand" non può non far venire in mente i biblici Stryper. Come di consueto i brani cantati da Simmons hanno un flavour leggermente più pesante e oscuro, mentre quelli assegnati a Stanley si distinguono per malizia sbarazzina. A Singer e Thayer spetta un brano ciascuno (niente male quello di Thayer, "When Lightning Strikes").
Negli U.S.A. l'album sarà venduto esclusivamente sotto licenza del colosso dei supermarket Wal-Mart, il package esclusivo conterrà oltre all'album anche un secondo CD con classici della band ri-registrati, ed un DVD registrato ad Aprile del 2009 a Buenos Aires).
Dunque, che dire? I love N.Y.!






