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Live Live Report Metalcamp 09
 

Metalcamp 09 Metalcamp 09

Metalcamp 09

live

Luglio 02, 2009
Tolmin (Slovenia)
Scritto da
Dead Channel

Il Metalcamp: l'Inferno sul Paradiso a Tolmin, Slovenia, dal 2 all'8 Luglio 2009

03.07.2009 / Venerdì / Main Stage:
16:45 - 17:30  Dreamshade
17:45 - 18:30  Hackneyed
18:50 - 19:35  Alestorm
19:55 - 20:55  Keep Of Kalessin
21:15 - 22:15  Death Angel
22:45 - 00:00  Kataklysm
00:30 - 02:00  Nightwish
 
04.07.2009 / Sabato / Main Stage:
15:10 - 15:55  Attica Rage
16:15 - 17:00  Hollenthon
17:20 - 18:05  Suidakra
18:25 - 19:25  Sodom
19:45 - 20:45  Satyricon
21:15 - 22:30  Testament
23:00 - 00:30  Blind Guardian
01:00 - 02:00  Belphegor
 
05.07.2009 / Domenica / Main Stage:
15:00 - 15:40  Hatred 
16:00 - 16:45  Graveworm
17:05 - 18:05  Sonic Syndicate
18:25 - 19:25  Legion Of The Damned
19:45 - 20:45  Lamb Of God
21:15 - 22:30  Amon Amarth 
23:00 - 00:30  Deathstars
01:00 - 02:00  Dimmu Borgir
 
06.07.2009 / Lunedì / Main Stage:
15:40 - 16:25  Negura Bunget
16:45 - 17:30  Vader
17:50 - 18:35  Destruction
18:55 - 19:55  Napalm Death
20:15 - 21:15  Dragonforce
21:45 - 23:00  Hatebreed
23:30 - 01:00  Down

07.07.2009 / Martedì / Main Stage:
16:00 - 16:30  Sons Of Seasons
16:45 - 17:20  Extrema 
17:35 - 18:20  Mystic Prophecy 
18:40 - 19:40  Die Apokalyptischen Reiter
20:00 - 21:00  My Dying Bride
21:30 - 23:30  Edguy
23:00 - 00:30  Kreator

Il Metalcamp del 2009 inizia con le più rosee aspettative grazie a buone nuove sull'organizzazione e sull'ottima scaletta di nomi storici del Metal mondiale. Il giovedì arriviamo in gruppo dopo 5 ore di macchina A Tolmin, il bellissimo paesino turistico della vallata circondato da alte montagne. Ci siamo già beccati un temporale violentissimo prima di arrivare al confine e ora montiamo le tende all'asciutto, il tempo per ora qui regge, ma purtroppo non sarà più così fino alla fine del festival. La prima sera non ci sono oncerti, come di rito, si dedica solo a bere birra e far festa in mezzo a un casino allucinante di gente da tutta Europa e tutto il mondo, tanti gli italiani quest'anno, tantissimi, ancora di più come al solito gli sloveni, gli austriaci e i tedeschi, poi molti svizzeri, e alcuni tra: inglesi, australiani, norvegersi, svedesi, finlandesi, spagnoli, francesi... E' un caldo umido e si fa festa sino a mattina tra il delirio generale di molti già ubriachi, accasciati a terra o urlanti in growls tra le tende con le birre in alto. Musica ad alto volume fino a mattina, dopo che tutti i metallari sono crollati. Da qui in poi inizierà a piovere tutti i giorni per 3-4 o 5 volte al giorno, la mattina si veniva sempre svegliati da un caldo atroce alle 8 per poi soccombere alla pioggia per tutto il resto del giorno. Ovviamente purtroppo questo ha compromesso seriamente l'organizzazione del festival, le luci come al solito erano pochissime, l'acqua era un miraggio e c'era solo un impianto di rubinetti all'entrata e le doccie erano all'inizio del campeggio, solo fredde o verso la fine, ma a pagamento, calde, e molto poche. Fango ovunque e nessun metodo per cercare di ristabilire un minimo di vivibilità a parte qualche balla di fieno buttata per terra malamente per tamponare qualche grossa pozza d'acqua. Da un punto di vista organizzativo, mi ripeto ma è stato un vero schifo, e si sarebbe potuto fare di meglio. Se organizzi un festival devi saper affrontare anche le situazioni.

Il primo giorno di concerti vediamo sotto, una pioggia continua, i Death Angel che sono veramente al top della forma e stupiscono per il loro feeling con il pubblico.
La vera sorpresa della giornata sono però i Kataklysm, che inaspettatamente hanno un numerosissimo seguito qui al Metalcamp. La loro musica death metal è molto personale, compatta e senza fronzoli, e con pochi assoli. I brani vengono sciorinati uno dopo l'laltro con una foga ineguagliabile, veramente complimenti! Saranno il gruppo migliore di tutto il festival!
I Nightwish invece con la nuova formazione si rivelano un gruppo un pò inutile in questa giornata, non tantissima gente a vederli, e la loro performance è da gruppo pop-rock.

La giornata successiva inizia a scaldarsi con i Sodom che come già mi aspettavo hanno un grandissimo seguito qui, e snocciolano i loro classici con violenza e cinismo davanti a centinaia di persone emozionate.
I Satyricon suoneranno spostati alle 2 di notte in un tempo da lupi! Così ci godiamo un set live dei Testament a dir poco devastante in formazione originale eccetto che per il batterista, uno dei miei preferiti di sempre, Paul Bostaph. Tutti i classici vengono inseriti in scaletta, come "Into The Pit" o "DNR" e qualche chicca del periodo di mezzo, persino una stupenda ballad!
Se i Blind Guardian dimostrano dopo anni altalenanti di esser ancora carichi e in forma, i Satyricon con l'oscurità dela notte che avanza si dimostrano uno degli migliori act live della settimana, con un Frost che mena colpi all'impazzata trascinando tutta la band. I black/thashers Belphegor invece me li sono persi purtroppo...

Il giorno dopo non mi entusiasmano molto i Legion Of The Damned che sulla falsariga dei gruppi storici tedeschi, producono un insulso thrash/black a tratti death che non dice proprio nulla di nuovo, ma ci pensano i Lamb Of God a cambiare le cose. Il loro set è travolgente e soprattutto gli ultimi due album, "Wrath" e "Sacrament" vengono presi d'assalto con bordate di energia senza pari. La band è senza dubbio in forma smagliante, feroci all'impossibile, e considerati tempo fa come delle copie dei Pantera, li possiamo indicare invece come i loro eredi con una loro personalità e una maggiore aggressività ed epicità di scuola svedese. Sensazionali!
Gli Amon Amarth non sono tra i miei gruppi preferiti, li ho sempre considerati una live band di onesto death metal svedese, chiamato Viking metal dai loro fans solo perchè bevono birra da quel cazzo di corno e sembrano dei vichinghi, e oltre che per il fatto che sono svedesi all'anagrafe. Per me hanno un successo immeritato e gruppi come Dismember, Entombed, Unleashed ed Edge Of Sanity hanno molto più da insegnare nello stesso genere di questi nuovi birraioli. Comunque sia, commenti personali a parte, il loro live è perfetto come sempre, belli incazzati ed epici al punto giusto e con la voce roca e alcolica del loro frontman che tiene il palco molto bene. Il basso è praticamente inesistente oltre che tecnicamente impedito.
Altri casini tecnici e i Dimmu Borgir suoneranno per ultimi, così ci godiamo nell'umidità della notte i DeathStars, con il loro glam gothic industrial metal debitore di Manson e Rammstein ma capace comunque di una personalità spiccata, il concerto è composto da tutti i brani famosi della band da tutti i loro tre dischi, da "Cyanide" a "Blitzkrieg Boom", le basi di tastiera con i cori campionati non sono il massimo ma il signor Nightmare Industries è già occupato dalla chitarra e non può suonarle dal vivo. Il pubblico non è moltissimo ma è molto attento ai raffinati e crudeli brani del quintetto. Non riesco a vedere i Dimmu Borgir, ma mi diranno che han suonato molto bene pur con una ridottissima scaletta.

Il lunedì sembra essere la giornata più ricca del festival, i polacchi Vader, oramai a quasi un ventennale della loro carriera sono una macchina da guerra, potentissimi, tecnici, violentissimi, il loro sound è debitore del death metal floridiano dei Morbid Angel ma comunque sia il loro stile con il tempo ha saputo dimostrare una coerenza e una personalità che è riuscita a venir fuori a testa alta dal panorama underground: una band onesta e sincera fino in fondo.
Per i Destruction mi aspetavo lo stesso numeroso pubblico dei Sodom ma invece non è così, non c'è poi tantissima gente a vederli, per chi li conosce, il loro thrash metal tedesco è simile a quello dei Sodom, ma hanno spesso una derivazione melodica che i Sodom non conoscono. Il concerto non è male ma forse ci si aspettava di più da un gruppo storico.
Uno degli altri grandi concerti della giornata è quello dei Napalm Death: una vera e propria ISTITUZIONE del grindcore e deathmetal, quasi 25 anni di carriera, un lutto alle spalle, il chitarrista Jessie Pintado, e tanti altri membri andati e venuti, ma sono ancora qua!! Una scaletta riassuntiva con spazio per i classici e per l'ultimo album che viene vomitata tra un discorso e l'altro da un intelligente frontman quale quello dei suddetti, Mark Greenway, il cantante. Eccezionali come sempre...
Stendiamo un velo pietoso sui Dragonforce e il loro ultrasuperpowermetaltecnicissimo all'impossibile con megavoce effemminata ultramelodica che non sembra esser gradita da molti al Metalcamp... Colori variopinti e bandane anni '80 condiscono il tutto per uno show comunque perfetto per i fans del genere, e io non lo sono sicuramente.
Cambiamo genere completamente per la seconda volta con gli americani Hatebreed. Il loro è un hardcore diretto e senza fronzoli che in comune con il metal ha i suoni e la voce incazzata. Non ci propongono dal vivo il loro ultimo album di cover ma tutti i loro classici, come "I Will Be Heard" o "Destroy Everything". Tra fumi pirotecnici e lanciafiamme sul palco mettono insieme un live set monumentale ed esplosivo che fa impazzire tutti con un circlepit enorme che si svolgerà intorno alla torretta del mixer fuoripalco. Cosa dire? Il live è stato perfetto, uno dei migliori di tutta la settimana, rimane solo il fatto che il loro metalcore è un banale, e non era nulla di nuovo neanche quando era uscito il primo loro disco.
Ultimo concerto della serata, un grande concerto, i Down dell'ex frontman dei Pantera Phil Anselmo, dell'ex bassista dei Pantera Rex Brown, di Pepper Keenan chitarrista cantante dei Corrosion of Conformity, di Kirk Windstein chitarrista cantante dei purtroppo poco conosciuti Crowbar e del batterista e chitarrista degli Eyehategod e Superjoint Ritual. Lo spettacolo è forse il più atteso del festival, vuoi per i nomi dei componenti e il loro passato, e si rivelerà un bel concerto, forse non come quello di Milano di qualche anno fa ma comunque molto intenso. Se su CD i loro album fan tirare qualche sbadiglio, dal vivo il sound è carico e perfetto, tra lo sludge doomcore e il blues di New Orleans, e con soli tre CD all'attivo, ovviamente i classici della band vengono snocciolati tutti. Anselmo non è ubriaco come un po' di anni fa e si è rifatto la cresta come quella di "Cowboys From Hell", come a tracciare un filo diretto con il suo passato, quando era in forma smagliante e un vero animale da palco. Gli altri membri sono tutti bravissimi come sempre, eccetto Rex che sembra esser lì solo per il fatto che suonava nei Pantera e non aveva null'altro di meglio da fare a parte fumare il suo solito pacchetto di sigarette sul palco. Kirk fra i due chitarristi è forse il più umile e il più grande songwriter, insieme a Pepper.
Finisce la serata e finisce anche il nostro Metalcamp tra le bestemmie, saltiamo un giorno e torniamo a casa senza aver visto Kreator e compagnia bella. Veniamo trascinati fuori dal pantano accumulato causa la pioggia interminabile da un trattore di un contadino che si fa pagare in oro per tirarci fuori, quel ladro di merda! Si torna in Italia e speriamo che quest'altr'anno non piova cazzo!

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