Non sempre ascoltare un disco risulta semplice, soprattutto se di fronte ci ritroviamo una musica sofisticata e allo stesso temo dalla coscienza sensibile. Ci si sente all'inizio turbati, quasi scossi, perché non se ne riesce a coglierne le sfumature, perché così numerose e delicate. Angoscia che si trasforma in sogno e speranza, passaggio di emozioni che nella vita vissuta richiedono sforzo immane. Proprio dalla capacità di saper cogliere tale evoluzione si trae una forza immensa, recettività che dona consapevolezza e se vissuta accresce l'anima di chi la vive. Tutto questo risiede nelle note degli olandesi Am Tuat, progetto nato nel 2003 dedito ad un raffinato Doom Death dai toni Progressive. Tutto scorre via intensamente, sviluppi lenti si intrecciano con sfuriate e melodie soavi senza mai diventare prevedibili o scontate. Con gentilezza veniamo accompagnati da una dimensione all'altra, denominatore comune di questi paesaggi è la continua ricerca introspettiva, il cercare di conoscersi a fondo, grazie anche a ciò che di più desideriamo. Sogno che si materializza in acustici istanti, dolore e rabbia che poi sopite risaltano ancor di più la pace conquistata. "Inmotion" è proprio tutto questo, un moto perpetuo la cui essenza cola lentamente lungo il nostro viso, tiepida e profumata arriva alle nostre mani. Gli Am Tuat sembrano poi rifarsi a delle ambientazioni orientaleggianti, e ciò rende ancor più affascinante un Cd che già di per sé è ottimo ed invitante. Gli accostamenti a band sono tanti, ci vengono in mente Opeth, Novembre My Dying Bride e molto altro ancora. Disco imponente ed intricato, richiede parecchi ascolti per essere apprezzato fino in fondo vista anche la sua "importante" durata. Lasciatevi trasportare in dimensioni sognanti, la sofferenza è prezzo da pagare per la crescita di ognuno. Gli Am Tuat è questo che musicalmente ci trasmettono e li ringraziamo dal profondo del cuore.






