Onestà intellettuale, ciò che mi si chiede in sede di recensione, soprattutto in casi come questo. Capita che in redazione giungano album che non incontrano estimatori tra le penne a disposizione. Lo ska non è popolarissimo su Stereo Invaders, almeno ad oggi, eppure i Rainska aspettano di essere recensiti, è il loro turno, ed il fortunato sono io. Meglio essere chiari allora, a me il genere non piace granché, sarebbe assurdo esprimere un parere di merito, entrando nei contenuti di "Lo Specchio Delle Vanità", mancandomi i fondamentali ed essendo evidentemente prevenuto, pur nel senso buono del termine. E' fuori dubbio che l'album goda di una buona produzione, che i nostri non sembrino ragazzetti alle prime armi, che l'artwork del disco sia assai ben curato. I pezzi sono 13, inappellabilmente e inesorabilmente ska...con tutto il corredo di strumenti a fiato, Vespe Piaggio e vocalist gigione. Mi pare di vederli sul palco del concertone del 1° maggio, tra Giuliano Palma & The Bluebeaters e gli Statuto, mi sembra quella la dimensione di sonorità del genere. Album consigliabile a chi cerca spensieratezza nella musica, oltre che ovviamente a chi ama sonorità rock, pop, ska e reggae.
"Mi sveglio sul bidè, che sto pensando a te, la Vespa è nel salone, il parafanghi sul balcone...", scusate Rainska, i limiti sono i miei, per carità!






