Scorrendo la lapidaria bio dei Nowhere da Rovigo ho perso il conto di quante produzioni abbiano all'attivo, tra demotape, mini-CD, promo-CD, EP e partecipazioni a compilation. La band è in ballo sin dal 1995, pur con vari cambi di formazione. Il 2008 è l'anno di "M.O.U.W.", ultimo EP in ordine di tempo, contenente 5 tracce a base di groove, ritmiche piuttosto dirette ed essenziali, ed una buona dose di ironia di fondo. "No Sound" posta in apertura fuorvia leggermente l'ascoltatore per via del suo incedere funky-reggae e giocherellone. le chitarre però sono già lì a minacciare, e le vocals sanno essere incazzerecce in fase di chorus. "Arbeit Macht Sklaven" evidenzia la parentela col post metal dei Metallica del Black Album. "Lula Hope" è decisamente orientata sul modernismo metalcore, anche se la personalità estrosa dei Nowhere mantiene alta l'attenzione. "Meaning Of Unspoken Words" va a ripescare le astrazioni metriche dei migliori (o peggiori?) Primus, pompando però gli strumenti a dovere e baloccando con percussioni instancabili. "Indelible" (con la partecipazione di Christian dei Fear Flames) si annuncia con simil cornamuse, ma l'ambito folk è l'ultima delle aspirazioni di questo pezzo, che invece picchia giù duro e intransigenze, sempre in bilico tra metal e core. Terminato l'ascolto le sensazioni si sedimentano, il prodotto è groovoso, molto attuale e collocabile nel filone metalcore, anche se i nostri sono eccentrici e spiritosi.






