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Live Live Report Alice Cooper
 

Alice Cooper Alice Cooper

Alice Cooper

live

Giugno 25, 2007
Sesto Fiorentino, Firenze (Villa Solaria)
Scritto da
Psychotron

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Alice Cooper
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Come ogni sera anche stasera Alice Cooper è morto. Impiccato alla forca come un gaglioffo di bassa lega, eheh! Ma procediamo per ordine: serata incantevole, clima idilliaco e cornice meravigliosa all’interno della verdissima Villa Solaria, a due passi da Firenze. Il pubblico ha risposto in massa all’unica data italiana di Mr. Vincent Damon Furnier, in giro per l’Europa complessivamente per soli 5 show (Grecia, Italia Svizzera, Svezia, Romania). Intravedo anche esponenti del metal fiorentino, come Steve Sylvester (me lo immagino gongolante durante l’imminente esecuzione di “I Love The Dead”!), Enrico Paoli (Domine), Massimiliano Dionigi (Frozen Tears). Nessun supporting act, contrariamente a quanto preannunciato dalla Live. E si parte puntuali intorno alle 21:30. Le note d’apertura sono quelle di “It’s Hot Tonight” direttamente dal 1977 (“Lace And Whiskey”); un immenso telone arancione con sopra il nome di Alice vergato a lettere capitali nasconde come ombre cinesi i musicisti intenti a sferrare il primo attacco ai propri strumenti. Qualche secondo ancora, mentre la folla già impazzisce, ed il sipario cade giù. Alice finalmente entra in scena. Questo ragazzino di 59 anni suonati è vestito in pelle di tutto punto, occhi immancabilmente cerchiati di nero ed una grinta da fare invidia a chiunque. Tra le prime file è un delirio, il singer è accolto a braccia aperte dai presenti, e lui ricambia con una sequenza di classici da batticuore, “No More Mr. Nice Guy”, “Under My Wheels”, “I’m Eighteen” (eseguita con il supporto della consueta stampella). La scaletta, che assomma oltre 20 brani per un totale di quasi 2 ore ininterrotte di spettacolo, si rivolge generosamente alla discografia degli anni ’70 saccheggiando a piene mani da album quali “Love It To Death” (1971), “Killer” (1971), “School’s Out” (1972), “Billion Dollar Babies” (1973), “Welcome To My Nightmare” (1975). Ma qualche sprazzo è rivolto anche agli anni più recenti della carriera dell’artista americano con “Poison” (acclamatissima), “Lost In America”, “Woman Of Mass Destruction”. Come nota personale posso aggiungere di aver provato una certa emozione allo scoccare della bellissima “Only Women Bleed”, così come tutto il pubblico si è lasciato coinvolgere e travolgere senza freni sull’onda dei classici, da “School’s Out” a “Muscle Of Love”, da “No More Mr. Nice Guy” a “I’m Eighteen”. Quasi per ogni canzone Alice sfodera uno spettacolino nello spettacolo, alla maniera dei leggendari vecchi show hollywoodiani degli anni ’80 (l’aveva promesso!). Boia, danzatrici e loschi figuri incappucciati si susseguono sul palco, Alice viene imprigionato nella camicia di forza, indossa frac, cilindro e bastone, viene impiccato sulla forca, impala un demoniaco infante, sevizia un manichino femminile, danza insieme ad una conturbante geisha rosso vestita... tutto secondo il più navigato entertainment teatrale. Alice è un giovinetto in gran forma, voce potente, gran movimento sul palco, entusiasmo adolescenziale e conseguente idolatria da parte di un pubblico in brodo di giuggiole. Lo show sembra concludersi con “School’s Out”, ma l’uomo nero di Detroit torna on stage per elettrificare ancora la sua audience e chiudere infine con una spassosissima “Elected”, durante la quale Alice avvia la propria campagna elettorale a prossimo presidente della Repubblica Italiana! Bandierone tricolore al vento, faccia sorniona e gaudio magno da parte del pubblico che farebbe volentieri a cambio con l’attuale classe politica (magari scordando che Alice è un convinto sostenitore di George W. Bush e che negli anni ’70 appoggiò senza mezze misure la guerra in Vietnam). Per dovere di cronaca segnalo che la formazione al fianco di Mr. Cooper è composta da talentuosi ed autorevoli musicisti, perfettamente a loro agio nel riproporre il repertorio dello showman. Sono della partita: Keri Kelli (Pretty Boy Floyd, Warrant, Shameless, L.A. Guns) e Jason Hook (Lee Aaron, Powder, Hilary Duff) alle chitarre, Eric Singer alla batteria (Kiss, Black Sabbath, Badlands, Shameless) e Chuck Garric al basso. Una serata che difficilmente i presenti scorderanno.

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