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Recensioni Novità Opeth - Pale Communion
 

Opeth - Pale Communion Opeth - Pale Communion

Opeth - Pale Communion

info

Band
Titolo
Pale Communion
Anno
Durata
56 minuti
Nazionalità
Formazione
Mikael Åkerfeldt - Guitars, Vocals
Martín Méndez - Bass
Martin Axenrot - Drums
Fredrik Åkesson - Guitars
Joakim Svalberg - Keyboards
Tracklist
1. Eternal Rains Will Come
2. Cusp Of Eternity
3. Moon Above, Sun Below
4. Elysian Woes
5. Goblin
6. River
7. Voice Of Treason
8. Faith In Others
Voto
8,5
Scritta da
Thiess

A tre anni di distanza, torna a soffiare il vento degli Opeth; risacca la loro che porta pace e serenità nel cuore e che ci allieta grazie a spiccata sensibilità artistica.

Luci soffuse, tremolio di colori la cui bellezza ricorda un’aurora boreale dai tratti somatici delicati, soavi, sono le immagini che si sublimano di fronte a noi, direttamente dalle note degli Svedesi. Il disco non presenta alcun passato richiamo al Death, ma culla se stesso nel Progressive Rock, regalando poi alcune onde d’urto di matrice decisamente Metal. Suoni di settantiana memoria si materializzano tra cambi di tempo repentini ed ambientazioni sognanti. Le ripartenze ed il vigore delle medesime sono un marchio di fabbrica di una band che, nel corso degli anni, ha sempre mostrato grande cultura e sensitività. Divagazioni dal retrogusto etnico, e capacità di rendere dinamici brani di lunghezza corposa, sono i tocchi di classe di una realtà che con il tempo non perde fascino e spinta emotiva. Oggi gli Opeth non hanno quell’elemento estremo che magari ad alcuni mancherà, e perciò immaginiamo che continueranno a piovere critiche; il punto però crediamo debba essere un altro, cioè se il loro approccio, qualunque esso sia, possa toccare quelle corde che ognuno di noi tiene tese, dentro di sé. Noi umilmente crediamo di sì. Gli arpeggi di chitarra e la voce che ad essi va intrecciandosi muovono sensazioni che si incuneano nel profondo. Ci fermiamo così ad occhi chiusi, a contemplare ciò che ci circonda, immobili e preziosi come fari nella notte nebbiosa, sospiriamo tra il biancheggiar della luna e le urla di un mare che d’improvviso poi si quieta.

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