Gothic metal dalla magica ed esoterica Benevento. "Ira" è il debutto dei Drammagothica, band con alle spalle una biografia già discretamente nutrita. Doppio cantato maschile e femminile, due graziose musiciste in formazione, e l'ambizione di costruire un futuro di soddisfazioni artistiche anche oltre i confini nazionali. Siamo o non siamo il paese dei Lacuna Coil?
- Ciao a tutti, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuti sulla webzine.
- Ciao a te.
- Il vostro nuovo album autoprodotto, "Ira", è da poco in circolazione. Quali sono ad oggi le prime reazioni da parte di addetti ai lavori e del pubblico?
- Vendiamo bene, abbiamo creato la nostra schiera di fans in giro per il mondo, tanto che la presa in territorio estero è arrivata a stupirci. Stiamo suonando e siamo sempre più uniti (nonostante le varie difficoltà che come band emergente ci troviamo ad affrontare). Le critiche ci sono state, e ci aiuteranno a migliorare nel nostro prossimo lavoro.
- Benevento è una cornice perfetta per trarre ispirazione riguardo ad atmosfere gotiche, oscure e doom. Un'altra band italiana, gli Opera IX, ha addirittura intitolato un album a quella zona, "Maleventum". Quanto vi sentite influenzati dai racconti esoterici e stregoneschi che gravitano attorno alla vostra terra d'origine?
- Non molto, badiamo poco a questi miti e reminiscenze di un forse troppo remoto passato. Il nostro genere come la nostra indole è spinto verso tutti altri temi. Preferiamo dedicare attenzione a quel che è dentro di noi e non fuori. Benevento è ricca di storia, probabilmente ci ha trasmesso l’amore per le sue rovine antiche, per i suoi borghi e per tutto quel che conserva del passato. Ma i nostri testi e la nostra musica vanno al di là dell’esoterismo, guardano dentro l’uomo.
- La formazione è composta da 3 uomini e 2 donne. Quanto questa scelta si è determinata naturalmente, e quanto invece è stata una direzione intrapresa volontariamente, anche considerando che il gothic metal è il genere principalmente caratterizzato dall'apporto di strumentiste e singer femminili?
- La formazione è nata in maniera molto naturale, non abbiamo pensato alla promiscuità uomo donna. La voce femminile è certo di grande importanza oggi nel gothic e dunque la presenza di Laura ai microfoni non desta clamore. Al basso invece abbiamo cominciato il nostro percorso con Lucia ed oggi non la sostituiremmo con nessun altro. In principio dunque non è stata una scelta ponderata, oggi invece riflettendoci siamo contenti che sia così.
- Il vostro album si basa sul doppio cantato a "la bella e la bestia", growl maschile e voce femminile, una formula decisamente rodata in ambito gothic ... per non dire abusata. In che modo ritenete che lo schema del doppio cantato maschile/femminile abbia ancora un suo motivo di interesse in ambito metal?
- Non sempre innovazione è sinonimo di interesse, o meglio, non è l’innovazione a fomentarlo. Nonostante siano tante le band che ricorrono a questo dualismo, non tutte lo fanno allo stesso modo. Per un attento ascoltatore (un appassionato del genere) ricorrono ora sottili ora abissali differenze tra i vari timbri di voce. Noi contiamo di essere preferiti per i nostri, tradizionali si, ma capaci di suscitare emozioni.
- Quale ritenete essere stata la progressione della band dal demo "Inver No" al nuovo album "Ira"?
- Se per progressione si intende una crescita musicale, beh allora è stata abissale. I Drammagothica non hanno mai avuto vita facile. Dopo la registrazione della demo "InverNo" c’è stato l’improvviso cambio di line-up ed alla voce femminile è subentrata Laura. Con lei abbiamo notato un esponenziale miglioramento riguardante il groove che cercavamo ed un equilibrio che non avevamo (a partire dalla sicurezza sul palcoscenico). Siamo cresciuti molto in quegli anni, riuscendo così a produrre il nostro primo album con una nuova maturità e molta più esperienza.
- "Ira" è un titolo molto evocativo per un album. Di cosa si occupano i vostri testi?
- Molto genericamente possiamo dire di occuparci del dissidio interiore che è in ognuno di noi. L’ira è un sentimento che scaturisce da altre emozioni e che a sua volta ne provoca di varie. E’ per questo che abbiamo scelto questo nome, pensando al suo significato come una sfida, abbiamo cercato di esprimere nei testi lo stato d’animo d’ognuno di noi un periodo della nostra vita in cui la pulsione che sentiamo è un continuo tentativo di reazione e di rifiuto verso quelle scelte che la vita compie per noi senza averci prima interrogato. C’è dunque tristezza, rancore, rabbia, smarrimento, ricerca di se stessi, fino a ritrovarsi coscienti di tutto quel che è la vita.
- E anche la cover del disco sa essere altrettanto evocativa e sensuale. Voi che idea avevate in mente?
- L’idea era naturalmente quella del nome dell’album, dell’Ira. Abbiamo riflettuto molto sulla sua rappresentazione, abbiamo cercato a lungo quell’immagine che riuscisse a trasmettere quella idea senza però sforare negli altri peccati capitali, attenta a non trasmettere un significato erroneo. La scelta della donna poi è stata ricercata per godere del contrasto che essa inevitabilmente viene a creare. Tanta violenza e mancanza di controllo insiti in un volto apparentemente puro non possono non scuotere gli animi.
- Essendo un gruppo agli esordi - discograficamente parlando - l'autoproduzione è stata una scelta dettata soltanto da esigenze oggettive, o si è trattato anche di una scelta di libertà? Per un futuro secondo platter siete alla ricerca di una label che sia interessata ai Drammagothica?
- Certo che lo siamo. L’autoproduzione è stata una scelta dovuta alla difficoltà che le piccole band che come noi hanno nel farsi strada in questi piccoli borghi del sud Italia. Contiamo in futuro di poter godere dell’appoggio di una label. E speriamo che le case discografiche nel nostro Paese non ci lascino fuggire all’estero!
- Angolo dell'umiltà: un pregio ed un difetto dei Drammagothica?
- Il pregio è tutta la grande forza di volontà che mettiamo in quel che facciamo ormai da molti anni, senza mai scoraggiarci nonostante le varie difficoltà incorse. Il difetto è la carenza di tempo per la preparazione in sala prove, siamo tutti lontani e troviamo difficoltà a vederci spesso. Questo provoca non poche difficoltà nelle circostanze “live”.
- Avete in programma delle date live di supporto all'album?
- Per una consultazione aggiornata delle date invitiamo a visitare le pagine del nostro sito web ( www.drammagothica.it) ed il MySpace (www.myspace.com/drammagothica). Stiamo suonando spesso fuori regione, e contiamo di allontanarci sempre più.
- Quali band hanno influenzato il songwriting dei Drammagothica?
- Possiamo certamente citare band del passato (e tuttora attive) come i The Cure, i Paradise Lost, i Crematory, ma anche più moderne come Nightwish, After Forever, Theatre Of Tragedy, Epica etc. Anche se per il songwriting conviene guardare alle band più moderne, per varietà di costruzione dei brani e per la mescolanza di tendenze ed influenze che caratterizzano anche noi.
- Qualcosa che non vi ho chiesto e che invece i lettori dovrebbero sapere?
- Ultimamente c’è stato un ennesimo cambiamento nella band. Abbiamo abbandonato il nostro tastierista sostituendolo, durante i live, con l’utilizzo di una scheda audio. E’ ora che la voce sia diffusa!
- Grazie della vostra disponibilità ed in bocca al lupo per il futuro. Speriamo di poter ospitare presto i Drammagothica in terra toscana!
- Ricambiamo i ringraziamenti e ci auguriamo di poter toccare presto la vostra bella Toscana in uno dei nostri concerti!






