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Recensioni Novità Soundcrawler - The Dead-End Host
 

Soundcrawler - The Dead-End Host Soundcrawler - The Dead-End Host

Soundcrawler - The Dead-End Host

info

Titolo
The Dead-End Host
Anno
Durata
42 minuti
Nazionalità
Formazione
Rémy Pocquet - vocals
Clément Reviriego - guitar
Paul Parsat - guitar
Firouze Pirolley - bass
Robin Cauchois - drums
Tracklist
1. Raiders
2. Burning Scales
3. A God To Feed
4. Long Coma Slow
5. Souls From The Trash
6. The Plastic Truth
7. Civil
8. Infinite Genocide
9. And All The Seconds Left
Voto
7
Scritta da
Francesco Spara

“The Dead-End Host” è il primo album all’attivo per i francesi Soundcrawler, dopo l’EP del 2012 “The Sandcrawler” realizzato a quattro mani dal cantante Rémy Poucquet e dal chitarrista Clément Reviriego.

Successivamente entrano gli altri membri della band, diventando un quintetto molto interessante. I Soundcrawler, infatti, mescolano sapientemente influenze stoner, come Kyuss e Karma To Burn, al grunge dei bei tempi, soprattutto Alice In Chains d’annata e i primi Soundgarden, senza disdegnare sfumature heavy-rock e metal. Atmosfere dure e massicce, talvolta cupe ed oscure, si alternano a momenti d’introspezione in cui le distorsioni sembrano sparire per lasciare più spazio a leggeri sussurri di chitarra pulita e passaggi più quieti. Rimangono impressi brani come “Civil”, con quell’intro di chitarra sghemba, ebbra e barcollante che ti trascina in una delle tracce forse più orecchiabili del disco, o “A God To Feed”, potente e ritmata: qui le chitarre giocano magnificamente, la solista si insinua liquida in un tappeto di riff spinti al massimo. Notevole è la voce, in pieno stile grunge anni ’90, con un timbro simile (forse un po’ troppo!) a quello di Scott Weiland, cantante maledetto degli Stone Temple Pilots. Complessivamente, come primo album, “The Dead-End Host” è maturo e ha i suoni giusti. Forse, ogni tanto, non brilla ancora di originalità ma la band francese è sicuramente sulla buona strada.

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