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Amaranthe - Massive Addictive Amaranthe - Massive Addictive

Amaranthe - Massive Addictive

info

Titolo
Massive Addictive
Anno
Durata
41 minuti
Nazionalità
Formazione
Olof Mörck - Guitars, Keyboards
Henrik Englund - Vocals (harsh)
Elize Ryd - Vocals (female)
Jake E Berg - Vocals (clean)
Morten Løwe Sørensen - Drums
Johan Andreassen - Bass
Tracklist
1. Dynamite
2. Drop Dead Cynical
3. Trinity
4. Massive Addictive
5. Digital World
6. True
7. Unreal
8. Over And Done
9. Danger Zone
10. Skyline
11. An Ordinary Abnormality
12. Exhale
Voto
7
Scritta da
Psychotron

Le  principali influenze degli Amaranthe? Lady Gaga, Britney Spears e Backstreet Boys.

E già la metà dei lettori di questa recensione si sono dileguati al vento (...sono stato ottimista, facciamo 2/3). E però la mia costatazione non voleva essere un atto d'accusa quanto una presa d'atto. Gli Amaranthe sono questo, lo erano in "Nexus" e lo permangono in "Massive Addictive", ovvero una symphonic metal band che pompa a dismisura le componenti glamour e roboanti (keyboards, riffoni, ritornelli strappacore, ritmiche anfetaminiche, ammiccamenti electro, etc.) ma che, spogliata di tutti i lustrini e le apparenze esagitate, sostanzialmente si affida a motivetti dal cuore bubblegum. Se prendeste queste canzoni e le affidaste al producer di Birtney Spears avreste senza grossi problemi un nuovo album della Spears pronto ad essere osannato da MTV. Gli Amaranthe nel far ciò si arrischiano paradossalmente nella più anticommerciale delle mosse; anziché esibirsi nella miliardesima clonazione di Lacuna Coil e Within Temptation, il loro metal si fa così smaccatamente plasticoso e teen-friendly da risultare quasi insopportabile per il metalkid più intransigente e true, e così, in quattro e quattr'otto, vengono cestinati e relegati alla categoria "robaccia". Gli Amaranthe stanno al metal come un paio di tette rifatte sta ad un seno naturale; chiaro che Madre Natura sia sempre preferibile, tuttavia un lussurioso paio di tette finte, ancorché geneticamente modificate, sono sempre un bel vedere, o no? Ecco, l'effetto degli Amaranthe è un po' lo stesso, sanno all'istante di finto e artefatto all'inverosimile, ma alla fine quei motivetti sono uno più invitante dell'altro. Entusiasmo, trasporto, solarità, divertimento, per riflettere poi sui massimi sistemi e gloriarsi della propria intelligenza superiore c'è sempre un album degli Strapping Young Lad. E pensando anche alle vette di pallosità assoluta che si possono raggiungere in ambito symphonic metal (chi ha detto Nightwish?), gli Amaranthe continuano a sembrarmi aria fresca. Semmai una critica da muovere, a mio parere, è la sostanziale identità tra "Nexus" e "Massive Addictive", due album che non spostano di una virgola il songwriting, motivo per il quale stavolta abbasso di mezzo punto la votazione. 

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