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Interviste Interviste The Sixxis
 

The Sixxis The Sixxis

The Sixxis

intervista

Scritto da
Filippo Mattioli
Data
Ottobre 11, 2014

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The Sixxis
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sixxisNuovi volti della scena rock americana, i The Sixxis hanno debuttato a metà Settembre 2014 con il loro primo disco full-lenght, prodotto da David Bottrill (Tool, King Crimson, Coheed And Cambria etc.). Il conseguente tour europeo li vedrà calcare i palchi del Vecchio Continente come spalla dei rinomati Spock’s Beard, gruppo progressive rock americano fondato negli anni novanta e considerato come uno dei più significativi esponenti della scena neo-progressive moderna. Di seguito il resoconto di una chiacchierata con i componenti della band.

- Ciao ragazzi, ho ascoltato con molto piacere l’anteprima del vostro primo full-lenght uscito a metà Settembre, un buon disco prog, con contaminazioni alternative ed heavy metal. La mia prima domanda è: perché prog-rock? perché ora?

- Diciamo che il nostro sound non è altro che il risultato delle influenze di ogni membro del gruppo. Da parte nostra non c’è mai stata l’idea di scrivere un disco prog-rock. Questo è semplicemente il suono che esce quando ci troviamo a comporre e suonare insieme.

- Ho avuto occasione di guardare qualche vostra performance live su Youtube e ho notato che siete molto precisi e a vostro agio sul palco, cosa siete soliti fare prima di esibirvi?

- Non facciamo davvero niente di speciale. Prendiamo un bel respiro e andiamo a fare quello che amiamo. Non c’è nessun tipo di pressione. Dopo lo show, ci scambiamo opinioni e critiche sulla nostra performance, cercando di capire come poter fare meglio al prossimo concerto.

- Avete già calcato i palchi europei, condividendoli con artisti come Wishbone Ash e The Winery Dogs (Portnoy/Sherinian/Kotzen NdR), e quest’anno condividerete la scena con gli Spock’s Beard, grande nome della scena progressive a partire dai primi anni novanta. Quali sono le vostre aspettative su questo nuovo tour?

- Ci aspettiamo di fare un bello spettacolo e di farci conoscere ad un pubblico nuovo, così come siamo ansiosi di mostrare ai nostri fan il risultato del nostro lavoro.

- La produzione del disco è stata affidata a David Bottrill, divenuto famoso per aver prodotto artisti del calibro di Tool, King Crimson, Muse Coheed And Cambria etc. Come avete vissuto il rapporto produttore-band? Quanto ha influito sul risultato finale una personalità come quella di Bottrill?

- David è stato un produttore incredibile con il quale lavorare. Quando prende una decisione mette tutto in prospettiva. Ha un approccio lavorativo molto metodico e abbiamo potuto beneficiare di molte interessanti lezioni lavorando con lui. Non è solo un grande produttore, ma anche una persona incredibile con cui avere a che fare. I suoi commenti e i suoi suggerimenti, alla fine, ci hanno reso dei musicisti migliori.

- Nel vostro ultimo lavoro è possibile percepire contaminazioni da band e stili differenti, quali sono i dischi e gli artisti che vi hanno ispirato durante la composizione delle tracce?

- Dal punto di vista compositivo, gruppi come Rush, Muse, Soundgarden, Alice In Chains sono fra le varie band da cui abbiamo tratto ispirazione. Tutti questi artisti possiedono una combinazione unica di potenza, melodia e talento musicale che è molto contagiosa.

- Nella biografia che è possibile consultare sul vostro sito (www.thesixxis.com) una frase in particolare mi ha colpito, cito testualmente: “The Sixxis plays music for the sake of music”. Possiamo quindi affermare che lotterete con tutte le vostre forze per non sottomettere la vostra arte alle logiche di mercato, per quanto possibile?

- Quello che vogliamo dire con questa frase è che proviamo a non lasciarci inscatolare all’interno di uno specifico sound per poi diventarne schiavi. La nostra musica riguarda ciò che una persona sente quando la ascolta. Non deve suonare sempre allo stesso modo. In “Hollow Shrine” potete sentire una grande varietà di stili musicali, ma la risposta emozionale è la stessa. Possiamo prendere uno stile diverso e interpretarlo come nostro. Questa è la ragione per cui facciamo musica per l’amore della musica e non musica per l’amore del sound.

- A settembre siete passati per l'Italia, volete mandare un messaggio ai vostri fan italiani presenti e futuri?

- Speriamo che i nostri fan italiani e tutti i nostri fan futuri diano una possibilità a questo album e lo ascoltino. Siamo molto orgogliosi di tutto il lavoro e la fatica che abbiamo messo dentro “Hollow Shrine” e il fatto che sia il nostro primo disco full-lenght si pone come una prima dichiarazione ufficiale di ciò che siamo.

- Grazie di averci concesso un po’ del vostro tempo. In bocca al lupo!

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