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Recensioni Remeber The Fallen Venom - Resurrection
 

Venom - Resurrection Venom - Resurrection

Venom - Resurrection

info

Band
Titolo
Resurrection
Etichetta
Anno
Durata
55 minuti
Nazionalità
Formazione
Cronos - Vocals, Bass
Mantas - Guitars, Vocals (Backing)
Antton - Drums
Tracklist
1. Resurrection
2. Vengeance
3. War Against Christ
4. All There Is Fear
5. Pain
6. Pandemonium
7. Loaded
8. Firelight
9. Black Flame (Of Satan)
10. Control Freak
11. Disbeliever
12. Man Myth & Magic
13. Thirteen
14. Leviathan
Voto
7
Scritta da
Psychotron

Nel '97 i Venom si scrollano di dosso polvere e ruggine, si sgranchiscono le ossa, sciolgono l'acido lattico nei muscoli e riprendono la propria carriera con "Cast In Stone".

E' "Resurrection" però la vera prova del nove, l'album di una band che si è rimessa in corsa ed ha trascorso 3 anni ad elaborare il songwriting di un disco che sarà "dentro o fuori", che rimetterà sul trono definitivamente i Maestri della nwobhm, gli anarco-proto black metallers, i satanisti (della domenica), o che li relegherà nuovamente nel cono d'ombra dei ferrivecchi inadeguati alla contemporaneità. Abaddon se ne è andato via, dal canto loro Cronos e Mantas sentono particolarmente questa frizione con l'evoluzione del metal sound per come è andato configurandosi, non possono rischiare di essere bollati come vintage e innocui; ecco che i 55 minuti di "Resurrection" si lanciano alla rincorsa di uno svecchiamento (soprattutto a livello di atteggiamento e produzione) del tipico marchio Venom, nelle corde di una tensione elettrica più al passo coi tempi, attuale, venata di "core", acida, prepotente, scarna e pachidermica. La qualità però c'è, il trio - completato da Antton - ha frecce al proprio arco, anche se questa versione più moderna del sound Venom lascia parzialmente perplessa l'audience storica del combo per la troppa ansia di piacere al pubblico degli anni 2000. I Venom poi soffriranno sempre e comunque dell'eterno paragone con i loro capolavori degli anni '80 (oltre a subire lo scotto di un travaglio perenne legato agli scontri di ego in seno alla line-up); fatto sta che, rispetto al più recente corso della band (con oramail il solo Cronos a dettar legge), o anche ai vari "Temples Of Ice" e "The Wastelands", "questo "Resurrection dice la sua con autorità. Anziché "Hell" o "Fallen Agles" avrei preferito di gran lunga poter riassaporare le sonorità di "Resurrection", album magari non perfetto, ma possente e tenebroso come una release col monicker Venom stampata in copertina dovrebbe essere. Un lavoro da recuperare e ricollocare in una giusta prospettiva, che siate fans dei Venom o meno.

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